Il telex che anticipava l’attentato

Posted on | settembre 1, 2008 | No Comments

L’episodio del telex che avvertiva sulle possibilità di un attentato ai danni del presidente Kennedy è sostanzialmente veritiero: tuttavia per giudicare l’episodio questo va inquadrato correttamente. Ogni uomo politico, tanto più quando ricopre le massime cariche mondiali, riceve quotidianamente intimidazioni, minacce, insulti, accuse. Il fatto che questi episodi non vengano continuamente divulgati non significa che non accadano: i servizi segreti di tutti i Paesi tengono sotto osservazione migliaia di persone ritenute potenzialmente pericolose o che già hanno promesso di agire, anche violentemente, contro obiettivi politici. Kennedy non era immune da questi spiacevoli inconvenienti: delle numerosissime ‘soffiate’ a organi investigativi riguardanti attentati, complotti, possibili pericoli vi sono interi archivi: per fortuna una solo piccolissima parte si è storicamente rivelata attendibile.
Per quanto riguarda il telex in questione è vero che un dipendente dell’FBI, William S. Walter, raccontò tempo dopo l’assassinio che il 17 novembre 1963 si trovava nel suo ufficio di New Orleans per il servizio notturno e che, a un certo punto, arrivò questo avvertimento via telescrivente (i sottolineati sono nostri):

URGENTE: 1.45 AM EST
11-17-63 HLF PAGINA UNO
A: TUTTI I SACS
DA: DIRETTORE
Minaccia di
assassinare Presidente Kennedy a Dallas Texas novembre 22 linea ventitrè
diciannove sessantatrè
. Segue informazioni relative raccolte. Da
informazione ricevuta da Bureau, Bureau ha determinato che gruppo militante
rivoluzionario può tentare assassinare Presidente Kennedy durante suo
programmato viaggio a Dallas
Texas novembre ventidue linea ventitré
dicannove sessantatré. Tutti uffici riceventi devono immediatamente contattare
tutti i CIS, PCIS informatori gruppi razziali e ostili e determinare se minaccia
ha qualche base. Bureau deve essere tenuto al corrente tutti sviluppi via
telescrivente. Altri uffici avvisati. Fine. Prego Rispondere
.

Walter informò lo scrittore complottista Mark Lane del fatto che, dopo l’attentato, quel telex fu fatto sparire dall’ufficio e questa è la versione correntemente ritenuta veritiera. In effetti si potrebbe ritenere che l’avvertimento fosse stato distrutto per coprire una cospirazione ma se si esamina la vicenda bisogna considerare alcuni aspetti.

- Il testo del messaggio: è vago. Si parla di fantomatici gruppi armati rivoluzionari di cui mai si è trovata traccia non solo nel caso Kennedy, ma anche prima e dopo l’attentato di Dallas. L’informazione suona proprio come la classica ‘soffiata’. In questo frangente risulterebbe quindi assurdo che l’FBI, ritenuto parte di una ipotetica cospirazione, si sia danneggiato spedendo un simile avvertimento.

- Il fatto che il foglio sia stato distrutto: l’episodio dimostra che, all’occorrenza, le Agenzie sanno tutelare i propri interessi e, per non essere messo in grave imbarazzo dopo che effettivamente il presidente era stato ucciso, si può ritenere che l’Fbi abbia preferito ritirare dalla circolazione un documento potenzialmente compromettente che, se non altro, invitava a indagare su possibili ambienti ostili a Kennedy nella città di Dallas. Una grave scorrettezza, certo. Ma altro è pensare che dei cospiratori possano essere stati tanto ingenui da far trapelare un messaggio del genere per poi correre nei vari uffici per farlo sparire.

Dopo l’assassinio si è indagato a fondo sulle remote ipotesi di azioni criminali da parte di gruppi di estrema destra di Dallas e su un certo Joseph Milteer, un esagitato e fanatico estremista che aveva parlato tempo prima con un giornalista confessandogli di aver pensato a un attentato ai danni di Kennedy. L’estraneità di Milteer e di altre organizzazioni fu provata al di là di ogni dubbio.
La spiegazione più logica è invece quella per cui un’agenzia federale diffonde un’informazione a protezione del Presidente degli Stati Uniti (e non fa altro: avesse avuto elementi di fatto contro fantomatici cospiratori li avrebbe individuati e fermati prima della visita di Kennedy) e chiede agli agenti locali di approfondire la traccia informativa. L’opinione dell’HSCA su questo episodio, giunta al termine dell’escussione di William Walter, è ancor più netta:

Walter ha ammesso che fino al 1968
non parlò mai dell’esistenza di quel telex. In quei giorni l’FBI indagò ma non
trovò alcuna conferma alle sue affermazioni. Secondo il Bureau nessuna traccia
di un telex o di alcuna altra forma di comunicazione che contenesse informazioni
su un possibile attentato alla vita del presidente Kennedy in Texas fu mai
trovata. Oltre cinquanta impiegati dell’ufficio dell’FBI di New Orleans sono
stati sentiti dal Bureau e nessuno di questi ha affermato di aver mai sentito
parlare di una simile conmunicazione. Walter stesso ci ha avvisati del fatto che
non conoscesse nessuno in grado di confermare le sue parole anche se ha
suggerito che sua ex moglie, Sharon Covert, che pure aveva lavorato per l’FBI a
New Orleans, avrebbe potuto farlo. Tuttavia la signora Covert ci ha rilasciato
dichiarazioni nelle quali nega di poter dare credito alle affermazioni di Walter
contro l’FBI e afferma che lungo tutto il corso del loro matrimonio il marito
mai aveva citato quella vicenda. Il comitato, comunque, è orientato a non
credere alle affermazioni di Walter soprattutto per la circostanza che, a suo
parere, il telex fosse indirizzato agli agenti speciali in carica in tutti i
dislocamenti dell’FBI. Si è ritenuto difficile da credere che in 15 anni
nessuno, tra agenti speciali e impiegati, possa aver mai visto quel documento e
si sia mosso a difesa di Walter (1).

Una curiosità: l’HSCA ha esaminato la documentazione custodita sul presidente Kennedy dai Servizi Segreti e ha scoperto che dal marzo al dicembre del 1963 l’agenzia ricevette oltre quattrocento segnalazioni di possibili attentati alla vita del presidente. Gli archivi dei Servizi Segreti pullulano di segnalazioni del genere ma, fortunatamente, solo una minima percentuale di queste si traduce in atti violenti.


(1) Tutte le informazioni raccolte dall’FBI su Joseph Milteer sono ora pubbliche, grazie al Freedom of Information Act. Cliccando qui si accede al fascicolo di Milteer, che consta di 167 pagine divise in due tranche.

(2) Final Report of the Subcommittee on the Assassination of John F. Kennedy of the Select Committee on Assassinations (HSCA), House of Representatives, pag. 192.

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