L’agente J.D. Tippit, l’altra vittima di Dallas

L'agente di polizia del dipartimento di Dallas J.D. Tippit (1924-1963)
L’agente di polizia del dipartimento di Dallas J.D. Tippit (1924-1963)

Appena 45 minuti dopo gli spari contro il corteo di Kennedy in Dealey Plaza, a Dallas si consumò un altro delitto, quello dell’agente di polizia J.D. Tippit. Il poliziotto venne freddato nella strada di un quartiere di villette in periferia a Oak Cliff, lungo la East 10th Street. I testimoni di questo delitto, avvenuto in strada in pieno giorno, vennero identificati e condotti a deporre.

I sospetti si concentrarono presto su un giovane che era stato visto camminare di soppiatto in un viale della zona, quasi a volersi nascondere alla vista degli agenti che, avvertiti del delitto in pieno pandemonio per l’attentato al presidente, stavano convergendo nel quartiere. Quel giovane uomo, raggiunto dalla polizia nel Texas Theatre e invitato ad alzarsi per essere ammanettato, aveva tentato di reagire estraendo la pistola e facendo fuoco: per fortuna il cane dell’arma venne inavvertitamente bloccato da un lembo di pelle della mano dell’agente che lo stava per ammanettare. (1)

Si scoprì presto che quell’uomo era l’unico dipendente che si era allontanato dal luogo di lavoro, il deposito dei libri della Texas School, senza aver chiesto un permesso: non è un particolare di poco conto perché proprio da quel deposito, alle 12:30, qualcuno aveva fatto fuoco su Kennedy. Non solo: l’agente Tippit venne ucciso a pochi isolati dal cinema nel quale il giovane si era rifugiato dopo essersi liberato di un giubbotto chiaro – che in seguito sia la moglie sia altri testimoni avrebbero riconosciuto come suo – lungo il percorso tra Patton Avenue e Jefferson Boulevard. Il nome di quel giovane è Lee Harvey Oswald.

Ma torniamo alla crudele esecuzione del poliziotto. Dodici testimoni hanno assistito all’assassinio di Tippit: cosa testimoniarono?

Il tassista William W. Scoggins vide un uomo con una giacca chiara fermato da un’auto della polizia. Dopo qualche secondo sentì tre o quattro colpi di pistola, uscì fuori dall’auto e vide un uomo con una pistola in mano che gli correva incontro. L’uomo gli passò accanto e borbottò: “Povero stupido poliziotto” (2). Scoggins riconobbe Oswald in centrale di polizia.

Il signor Domingo Benavides udì tre spari a poca distanza dal suo camion, che stava guidando sulla Decima strada. Poi scorse un uomo armato e un poliziotto a terra. Lo vide scaricare i bossoli dove poi furono trovati e chiamò la polizia con la radio dell’agente ucciso. Disse subito che non avrebbe saputo riconoscere l’assassino ma che, vista una foto di Oswald, il volto gli somigliava (3).

Due ragazze, Barbara Jeanette Davis e Virginia Davis, corsero alla porta del loro appartamento non appena sentirono dei colpi di arma da fuoco. Aperta la porta videro un uomo armato di pistola che correva lungo il loro giardino, poi saltò una siepe e fuggì via. Una delle due vide l’assassino scaricare l’arma e trovò due bossoli nel giardino, bossoli che diede alla polizia. Portate al confronto nella centrale di polizia di Dallas, entrambe identificarono Lee Oswald con totale sicurezza (4).

Il signor William Arthur Smith sentì dei colpi in vicinanza, si girò verso la Decima strada e vide un agente cadere a terra mentre un uomo correva via. Smith ritenne di starsene zitto, forse per paura, forse per evitare guai o ritorsioni da parte del killer. Poi ci ripensò e parlò, anche perché nel frattempo il presunto killer era morto: si presentò all’FBI e disse che, da quel poco che aveva visto, era quasi sicuro che l’uomo fosse Lee Harvey Oswald.

Ted Callaway, che gestiva un parco macchine nei dintorni, era in compagina di Sam Guinyard, il custode. Sentirono degli spari: secondo il primo ce ne furono cinque, secondo l’altro solo tre. Corsero in direzione degli spari e videro un uomo che correva con in pugno una pistola. Callaway gli urlò contro: “Ehi tu, dove diavolo vai?” e l’uomo esitò, borbottò qualcosa e poi ripartì. Entrambi se lo videro sfilare davanti a pochi metri, poi cercarono di inseguirlo con il taxi del signor Scoggins, ma invano. Porati dalla polizia in centrale per il confronto, entramibi non ebbero dubbi: riconobbero immediatamente Lee Oswald.

Quattro persone si trovavano in un’area leggermente più defilata rispetto al luogo del delitto, sempre nel parco macchine ma più lontane: erano Warren Reynolds, Harold Russell, Pat Patterson e L. J. Lewis. Videro un uomo armato che correva lungo la Patton Avenue. Reynolds e Patterson lo seguirono ma poi lo persero di vista. A tutti fu mostrata una foto di Oswald: Patterson lo riconobbe subito, Russell pure. Reynolds subito disse di non riconoscerlo, poi cambiò idea. Lewis disse che era troppo lontano per riconoscere chiunque, e che poteva solo dire di aver visto un uomo di razza bianca, di sesso maschile e armato.

La dodicesima testimone è Helen Markham e la sua deposizione fu alquanto confusa. I sostenitori dell’innocenza di Oswald si sono concentrati sulle sue parole evitando di dare peso alle altre undici testimonianze poiché in effetti la Markham, apparsa subito molto nervosa, intimorita e incline a perdere lucidità, faticò molto a riconoscere Oswald. Probabilmente non lo riconobbe affatto e la commissione Warren, pubblicando la sua testimonianza che, alla fine, arrivava comunque a riconoscere nell’assassino, prestò il fianco a polemiche proprio perché la signora, incerta e contraddittoria, sembrò essere stata pesantemente guidata al riconoscimento dell’indiziato (quando la quantità e qualità di indizi ed elementi di prova contro Oswald nell’omicidio Tippit era tale che anche un testimone contrario non avrebbe mutato il peso del quadro probatorio). La signora Markham, peraltro, dimostrò tutta la sua inaffidabilità ammettendo di aver mentito “per farsi bella”, raccontando a conoscenti di essere stata da sola con il poliziotto morente per circa venti minuti, circostanza del tutto falsa (5) e che i complottisti evitano accuratamente di citare, dipingendola come un’eroina vessata dagli agenti di polizia.

La scena del crimine a Oak Cliff, con l'auto dell'agente Tippit parcheggiata a lato strada
La scena del crimine a Oak Cliff, con l’auto dell’agente Tippit parcheggiata a lato strada

Con molto ritardo spuntò una testimone mai rintracciata in precedenza, la signora Acquilla Clemons. La Clemons fu scovata e intervistata da Mark Lane, un avvocato e scrittore che tra i primi pubblicò testi di critica alla Commissione Warren e la signora sostenne di aver visto due uomini intorno alla macchina di Tippit e raccontò che l’uomo armato non aveva caratteristiche fisiche simili a quelle di Oswald.

Un aspetto parecchio discusso dell’assassinio dell’agente Tippit è costituito dai proiettili che lo colpirono e dai bossoli ritrovati sul luogo del delitto. Al momento dell’arresto, infatti, Lee Oswald fu trovato in possesso di una pistola Smith&Wesson 38 special, con numero di serie V510210. Successive indagini accertarono che Oswald aveva acquistato la pistola da una ditta distributrice di Los Angeles, la George Rose & Co. di Los Angeles. Verso la fine del gennaio 1963, la ditta aveva ricevuto un ordine firmato da tale A. J. Hidell, casella postale 2915, Dallas, Texas. Come previsto dalla legge, vi era anche la controfirma di un testimone che attestava che l’acquirente era incensurato e cittadino americano. Sia la firma di Hidell sia la firma del testimone, un inesistente B. F. Drittal, furono analizzate: la grafia era quella di Lee Oswald.

All’angolo fra la Decima strada e Patton Avenue, a pochi metri dal cadavere dell’agente, furono ritrovati quattro bossoli. Furono fatti esaminare dai periti balistici dell’FBI (Cortland Cunningham, Charles Killion e Robert Frazier) e fu accertato che erano stati espulsi dalla pistola di Oswald, a esclusione di qualunque altra arma. Qualche probelma, invece, si presentò sui proiettili: furono sparati colpi da confrontare con i quattro estratti dal corpo di Tippit ma l’identificazione fu problematica. Essendo di diametro non ideale per attraversare la canna dell’arma si deformavano vistosamente rendendo difficoltosa la comparazione. Solo uno degli esperti consultati, Joseph D. Nicol, del Dipartimento di investigazione criminale dell’Illinois, si sbilanciò dicendo che secondo lui era possibile identificare uno dei quattro proiettili estratti dal corpo come proveniente al 100% dalla pistola di Oswald.Dal cadavere furono estratti quattro colpi: tre erano di fabbricazione Winchester Western, uno Remington-Peters. Sul momento ci fu chi interpretò questa presenza del colpo di marca diversa come indizio della presenza di due assassini: queste considerazioni, tuttavia cozzavano con il fatto che, addosso a Oswald, fossero stati trovati bossoli di entrambe le marche. Piuttosto, sarebbe da rilevare il fatto che, essendo stati trovati due bossoli Remington per strada ma un solo colpo Remington nel corpo di Tippit, bisognerebbe concludere che dal cadavere dell’agente non sia stato estratto un quinto colpo, e che per strada non fu trovato il terzo dei bossoli Winchestern esplusi dalla pistola di Oswald. Ma l’ipotesi più probabile è che uno dei due bossoli Remington espulsi non fosse stato sparato quel giorno da Oswald, ma magari lasciato nella pistola l’ultima volta in cui era stata usata.Sull’identificazione dei bossoli si è sollevata qualche questione. Uno degli agenti di polizia accorsi sulla scena del delitto, J. M. Poe, arrivato sulla scena del delitto si vide consegnare dal testimone Benavides due bossoli e – così disse in un primo momento – vi appose le sue iniziali per un successivo riconoscimento. Tuttavia, i bossoli giunti in mano agli investigatori non recano la scritta “JMP” che egli sostiene di aver apposto. Ma nell’aprile del 1964, Poe fu sentito dal membro della commissione Warren Joseph A. Ball e riferì una versione diversa rispetto a quella sostenuta nell’immediatezza del fatto.

Mr. POE. Ho parlato con un uomo spagnolo, non ricordo il suo nome. Credo si chiamasse Dominique.
Mr. BALL. Domingo Benavides?
Mr. POE. Credo di sì. Sì.
Mr. BALL: E cosa le disse?
Mr. POE: Mi diede una descrizione dell’uomo e disse che era
scappato via in una certa direzione. E che aveva scaricato la pistola, e che lui aveva raccolto i bossoli.
Mr. BALL: Domingo le disse chi era quell’uomo?
Mr. POE: Un uomo, un uomo bianco.
Mr. BALL: E cosa stava facendo?
Mr. POE: Correva e intanto scaricava i bossoli dalla pistola.
Mr. BALL: E poi?
Mr. POE: Poi mi disse di aver raccolto due bossoli e me li diede.
Mr. BALL: Lei mise le sue iniziali sui bossoli?
Mr. POE: Non potrei giurarlo. No, signore.
Mr. BALL: e cosa ci fece coi bossoli?
Mr. POE: Li diedi a quelli della Scientifica, che erano lì
sul posto.
Mr. BALL: Si ricorda il nome dell’uomo cui li diede?
Mr. POE: Non potrei giurarci. Mi pare Pete Barnes, ma non sono sicuro.
Mr. BALL: E parlò con altra gente?
Mr. POE: Sì, signore.
Mr. BALL: Con chi?
Mr. POE: Con la signora Markham.
Mr. BALL: E con le signore Davis parlò?
Mr. POE: Con una sì, non ricordo di aver parlato con due signore di cognome Davis.
Mr. BALL: Ricorda cosa fece il detective Dhority?
Mr. POE: No, ricordo che c’era un altro detective, Leavelle.
Mr. BALL: Leavelle?
Mr. POE: Sì, signore.
Mr. BALL: E le signore Davis le diedero qualcosa? O una delle due?
Mr. POE: Mi diede una descrizione dell’assassino in generale, identica a quella della Markham.
Mr. BALL: E cioè?
Mr. POE: Maschio bianco, venti e qualcosa anni, circa uno e settanta, con un giubbotto chiaro addosso.

Sul punto, insomma, è difficile raggiungere la certezza investigativa: Poe si disse prima certo di aver messo le sue iniziali, poi si mostrò titubante; un suo superiore sostenne che Poe lo avesse fatto, dietro suo consiglio; un altro collega, Jim Leavelle, ebbe a dire di no, che Poe non lo fece né avrebbe avuto senso farlo, visto che esistevano delle buste con etichette apposite per infilarvi i reperti e catalogarli già sul luogo del crimine.

Resta il fatto che i movimenti di Oswald dopo l’assassinio, la pistola trovatagli indosso, i bossoli, le testimonianze conducono a Lee Oswald come responsabile dell’assassinio del poliziotto J. D. Tippit. Oswald si trovava nella zona del delitto, raggiungibile a piedi a passo svelto. Era armato. E aveva un movente: fuggire dopo aver sparato al presidente.

(1) Testimonianza di M. N. McDonald, Warren Commission Hearings Vol. III pag. 295 e seguenti.
(2) Testimonianza di William W. Scoggins, Warren Commission Hearings
Vol. III pag. 322.
(3) Testimonianza di Domingo Benavides, Warren Commission Hearings
Vol. VI pag. 444.
(4) Testimonianza delle sorelle Davis, Warren Commission Hearings
Vol. III pag. 342.
(5) Testimonianza di Helen Markham, Warren Commission Hearings
Vol. XX pag. 590.

15 pensieri riguardo “L’agente J.D. Tippit, l’altra vittima di Dallas

  • 26 Maggio 2018 in 12:25
    Permalink

    Buongiorno , una domanda , entro il 26 aprile non dovevano essere pubblicati gli ultimi documenti segreti sull omicidio kennedy ? Su internet non ne ho trovato traccia .

    Risposta
  • 7 Marzo 2018 in 14:55
    Permalink

    perché scaricare i bossoli sulla scena del delitto?

    Risposta
    • 6 Aprile 2018 in 1:20
      Permalink

      Ottima domanda, alla quale (come per tanti atti inconsulti fatti da Oswald dopo il delitto, vedi il lasciare il suo giubbotto dietro un’auto, come per farlo sparire per magia) non esiste risposta. Ovviamente, chi pensa al complotto suppone che STRANAMENTE i bossoli siano stati scaricati per far incolpare del delitto proprio Oswald dopo la cattura nel cinema con addosso proprio QUELLA pistola….

      Risposta
  • 11 Febbraio 2015 in 2:10
    Permalink

    Ma è possibile che quando di si fa una valida obiezione, come quella relativa alla deposizione di Bowley, deve sempre finire con le ”sciatterie investigative” della Warren? Se invece l’orologio di Bowley era preciso e la sua dichiarazione solida e veritiera? Impossibile per voi?
    In questi casi mi sembrate più ciechi dei ”complottistiatuttiicosti”!!!!

    Risposta
    • 24 Aprile 2018 in 22:19
      Permalink

      I tempi di Oswald alla pensione e dell’omicidio Tippit non possono che essere approssimativi con uno scarto probabilmente di 5 o 6 minuti. Dalle testimonianze, non esistono dubbi che l’uomo che sparò a Tippit fosse Oswald, il quale si liberò del giubbotto in un parcheggio lungo la strada, si acquattò nell’atrio di un negozio di scarpe e si rifugiò non visto dalla cassiera in un cinema teatro. Quando stava per essere arrestato reagì tirando fuori la pistola. Tutto il resto è voler tagliare il capello in quattro.

      Risposta
    • 24 Aprile 2018 in 22:35
      Permalink

      HSCA Final Report pag. 59 Point (a)

      The committee investigated the murder of Officer Tippit primarily for its implications concerning the assassination of the President. The committee relied primarily on scientific evidence. The committee’s firearms panel determined positively that all four cartridge cases found at the scene of the Tippit murder were fired from the pistol that was found in Lee Harvey Oswald’s possession when he was apprehended in the Texas Theatre 35 minutes after the murder.” (1$8) In addition, the committee’s investigators interviewed witnesses present at the scene of the Tippit murder. (129) Based on Oswald’s possession of the murder weapon a short time after the murder and the eyewitness identifications of Oswald as the gunman, the committee concluded that Oswald shot and killed Officer Tippit . The committee further concluded that this crime, committed while fleeing the scene of the assassination, was consistent with a finding that Oswald assassinated the President.

      Risposta
  • 5 Marzo 2014 in 9:59
    Permalink

    la commissione Warren, a quanto risulta, credeva che la chiamata fosse stata fatta da Domingo Benavides (che invece provò a usare la radio dell’autopattuglia di Tippit ma, non riuscendoci, la lasciò a Bowley). fu una sciatteria investigativa grave, perché non è un mistero che Bowley abbia dato un altro orario, c’è anche un affidavit da lui firmato. che dire: si sarebbe dovuto indagare meglio, anche su questa testimonianza (Bowley disse di essere passato a prendere la figlia a scuola, la moglie al lavoro e di essere arrivato all’una e 10 minuti vicino all’auto di Tippit con l’agente già morto). può anche darsi che il suo orologio fossi indietro di qualche minuto, o che ricordasse un orario non preciso al minuto.

    Risposta
    • 30 Settembre 2015 in 12:18
      Permalink

      Salve Sig Ferrero,
      credo che il sig Bowley dicesse la verità quando dichiarò l’ora (13:10) del suo arrivo sul luogo del delitto e l’agente Tippit era già morto. http://jfk.ci.dallas.tx.us/04/0476-001.gif Ma non fu interrogato dalla CW
      Anche la signora Markham disse,nella sua prima dichiarazione,che erano circa le 13:06 quando vide l’omicidio. http://jfk.ci.dallas.tx.us/04/0444-001.gif Quando fu interrogata dalla CW nessuno le chiese l’ora al momento dell’omicidio.
      Un’altra prova che avvalorerebbe il tutto è la richiesta di autopsia al Methodist Hospital di Dallas dove fu portato il corpo di Tippit e dove c’è scritto:”dichiarato morto all’arrivo in ospedale alle ore 13:15.” http://whokilledjfk.net/tippit14.jpg
      Le mie domande sono:
      Sappiamo che Oswald rientra alla sua pensione alle ore 13,per uscirne di nuovo pochi minuti dopo,verso le 13:03.Sappiamo inoltre dalla dichiarazione di Earlene Roberts,l’affittacamere di Oswald,che lo stesso Oswald,uscendo,aspetta circa un minuto (13:04) il passaggio dell’autobus per poi sparire.
      Come ha fatto Oswald ad essere sul luogo del delitto tra le ore 13:06 e le ore 13:10 per uccidere Tippit?
      Se la chiamata alla polizia fatta da Bowley,fu registrata alle ore 13:16,come ha fatto il corpo di Tippit ad essere in ospedale alle ore 13:15?
      Per questi motivi,l’omicidio ha avuto luogo prima delle ore 13:10 e l’assassino non poteva essere Oswald.
      Gradirei una sua opinione al riguardo.Grazie
      Alessandro

      Risposta
    • 1 Ottobre 2015 in 10:56
      Permalink

      Salve Sig. Ferrero,
      navigando in internet e consultando documenti ufficiali dell’omicidio Tippit,oltre alla dichiarazione di T.F Bowley che dice di essere arrivato sulla scena del delitto alle 13.10 e l’agente Tippit era già morto anche la signora Helen Markham in un primo momento dichiarava che alle 13.06 circa vide lo stesso omicidio.Ma quando venne chiamata a deporre dalla CW,nessuno gli chiese l’ora dell’omicidio così come non venne chiamato a deporre T.F Bowley.
      Però ho trovato un documento che avvalora queste 2 dichiarazioni e cioè la richiesta di autopsia sul corpo di Tippit dove c’è scritto che l’agente di polizia venne dichiarato morto all’arrivo in ospedale (Methodist Hospital) alle ore 13.15.Ho incluso anche il certificato di morte.
      La CW stabilisce che la morte di Tippit avvenne tre le 13.11 e le 13.14 e Bowley chiama la polizia alle 13.16.
      Secondo me,l’omicidio avvenne prima delle 13.10 e quindi Oswald non poteva aver commesso l’assassinio visto che sappiamo,che Oswald arrivò nel suo alloggio alle 13.00, mentre l’uscita successiva alle 13.03 – 13.04,anche se questi orari non possono che essere approssimativi.
      Volevo sapere il suo parere al riguardo.Grazie
      Alessandro

      Affidavit Helen Markham http://jfk.ci.dallas.tx.us/04/0444-001.gif
      Certificato richiesta di autopsia dell’agente Tippit http://whokilledjfk.net/tippit14.jpg
      certificato di morte agente Tippit http://img.ksl.com/apimage/757010c2-eb65-468f-a995-ca15466ee0bc.jpg?filter=ksl/pgallery

      Risposta
      • 10 Ottobre 2015 in 10:13
        Permalink

        buongiorno a lei, signor Sergio.

        come dice lei, gli orari non possono che essere approssimativi: per esempio, non è certo che Oswald sia arrivato a casa alle 13 in punto, anzi, è lecito pensare che sia arrivato nella stanza affittata verso le 12:55 e che sia uscito verso le 13, giacché uscì dal Deposito alle 12:33, in circa 6 minuti raggiunse la fermata dell’autobus, prese il taxi guidato da William Whaley intorno alle 12:45, scese verso le 12:51 e, dal punto in cui fu lasciato, in 5-6 minuti si arriva al 1026 di North Beckley.

        Risposta
  • 27 Febbraio 2014 in 23:40
    Permalink

    Salve Signor Ferrero,
    mi piacerebbe sapere come mai non cita un’altro testimone che si trovava di passaggio sulla scena del delitto Tippit:un certo T.F Bowley

    http://jfkassassination.net/russ/testimony/bowley.htm

    Qui dichiara che è arrivato sulla scena del delitto alle 13.10 e l’agente Tippit era già morto.Quindi Oswald non poteva essere sulla scena del delitto a quell’ora.
    Come mai non è stato chiamato dalla commissione Warren?
    Nella lista dei testimoni non compare il suo nome,

    http://www.archives.gov/research/jfk/warren-commission-report/appendix5.html

    mi piacerebbe sapere il suo parere.
    Grazie
    Ps:complimenti per il nuovo sito e anche se mi tovavo meglio con quello vecchio ma è solo questione di abitudine 🙂

    Risposta
  • 24 Novembre 2013 in 11:39
    Permalink

    Non capisco una cosa. Oswald era uscito dal deposito in maglietta nonostante fosse novembre e dimenticandosi di prendere il giubbotto. Qui, invece, è scritto che al cinema fu arrestato, ma prima lungo il percorso tra Patton Avenue e Jefferson Boulevard si era liberato del giubbotto. Così sembra che siano stati trovati due giubbotti: uno lasciato al deposito dei libri e uno lungo la strada.

    Risposta
    • 24 Aprile 2018 in 22:14
      Permalink

      Oswald aveva due giubbotti. Uno fu lasciato al deposito, l’altro lo indossò quando passò alla sua pensione prima di uccidere Tippit.

      Risposta
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