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Roger Craig, vittima di se stesso

craigRoger Craig era il vicesceriffo di Dallas in carica nel 1963. Presente in Dealey Plaza al momento degli spari su Kennedy, iniziò a fornire informazioni e versioni sui possibili scenari dell’assassinio. In effetti, Craig fu uno dei primi ad arrivare sul luogo del delitto, a salire al sesto piano del deposito dei libri (dal quale erano chiaramente partiti dei colpi di fucile) e, in virtù delle esperienze maturate in prima persona sul caso, fu uno dei testimoni che la commissione Warren chiamò subito a deporre. Le parole del vicesceriffo furono ampiamente citate in alcuni dei primi libri che delineavano la possibilità di un complotto: tra questi, il celebre Rush to judgement dell’avvocato Mark Lane, una pietra miliare delle teorie della cospirazione.

Il ricercatore statunitense David Perry ha analizzato, nel suo saggio The Rambler Man, la sostanza delle sue testimonianze. Lo riportiamo qui per intero, perché è illuminante sulla credibilità delle affermazioni del povero Craig, morto prematuramente.

Una delle cose più sensazionali che Roger Craig disse sui fatti di Dallas di quel giorno, fu che vide un veicolo di marca Nash Rambler allontantarsi dal deposito dei libri subito dopo gli spari. Craig disse anche che “… la signora Ruth Paine, la donna che ospitava Marina Oswald a Irving in quel periodo, aveva una Rambler station wagon dello stesso colore”. Cominciamo da questo. Craig sostenne: “Io dissi alla commissione Warren che la Rambler era di colore verde chiaro. Loro cambiarono le mie parole e scrissero station wagon bianca”. La deposizione di Craig alla commissione era del 25 novembre 1963, tre giorni dopo gli spari. L’agente speciale dell’Fbi Benjamin O. Keutzer raccolse la dichiarazione di Craig (Commission Exhibit 1993): “Egli disse pure di aver visto una station wagon Rambler bianca con un portabagagli sul tettuccio”. Questo pare confermare che, secondo Craig, all’inizio la Rambler fosse bianca. Del resto, è difficile comprendere perché la questione del colore sia così importante: perché doveva essere verde, e non per esempio bianca? Nel volume II della commissione Warren, a pagina 506 (2H506), si legge:

– Jenner: “Ci può descrivere la sua automobile?”

– Signora Paine: “È una Chevrolet station wagon del 1955, verde, che dovrebbe essere riverniciata, l’abbiamo comprata di seconda mano. È intestata a me”.

Quindi Ruth Paine non aveva una Rambler ma una Chevrolet. Insomma: Craig aveva accusato la commissione di aver alterato la sua testimonianza, sosteneva che “loro” avessero controllato l’auto a casa dei Paine e gli avessero modificato la deposizione per evitare di identificare l’auto da lui vista con quella della signora Pain Invece tutto lascia supporre che sia stato proprio Craig a cambiare idea sul colore una volta saputo che l’auto dei Paine era verde chiaro e non bianca, come quella che lui aveva visto scappare via dal retro del Deposito. Peccato che Craig non si sia avveduto del fatto che i Paine non avevano una Rambler.
Davanti alla commissione Warren, il vicesceriffo Craig disse anche:

– Belin: “E disse perché pensava che una palla fosse finita lì sulla Elm?”

– Craig: “No, disse solo che qualcuno aveva detto che era successo. Così controllammo”.

– Belin: “E così controllaste il marciapiede di Elm Street?”

– Craig: “Esatto”.Belin: “E trovaste niente che indicasse un proiettile rimbalzato lì?”

– Craig: “No, non trovammo niente”. (6H625)

Quindi, inizialmente, Craig disse di non aver trovato alcun proiettile sul lato sud del marciapiede di Elm Street. Ma nel 1970, quando registrò l’intervista filmata che appare in Two Men in Dallas, diede un ricordo vivido della scoperta fatta del proiettile.

 

Poco dopo la scoperta del fucile al sesto piano del Deposito, circolarono voci sul fatto che si trattasse di un Mauser, notizia che però fu rapidamente corretta quando la polizia ebbe il tempo di esaminare l’arma. La prima versione al riguardo data da Craig, così come riportata dal Los Angeles Free Press del marzo 1968, è la seguente (Penn Jones è un giornalista che si occupò del caso Kennedy sostenendo l’esistenza di una cospirazione).

– Domanda: “Lei prese in mano quel fucile?”

– Craig: “Sì, lo feci. Non potei dargli un nome perché non conosco i nomi di fucili stranieri, so che era straniero […] Ma c’era un altro fucile, un Mauser, che fu trovato sul tetto del deposito dei libri quel pomeriggio”.

– Domanda: “Un Mauser sul tetto? E chi lo trovò?”

– Jones: “Non so chi lo trovò, ma so che un agente di polizia ne constatò il ritrovamento”.

Negli ultimi anni di vita, però, Craig cambiò versione e adottò quella, per così dire, ortodossa della cospirazione, secondo la quale fu trovato un Mauser, sì, ma non sul tetto, bensì al sesto piano del Deposito. Infatti, nel suo memoriale When they kill a President, Craig dice:

“Il luogotenente Day ispezionò il fucile brevemente e poi lo diede al capitano Fritz. Seymour Weitzman era lì dietro di me. Weitzman era un esperto di armi e aveva operato nel campo della vendita di armi a uso sportivo per anni, aveva dimestichezza con armi americane e straniere. Fritz chiese se qualcuno sapesse che tipo di fucile fosse. Weitzman chiese di guardarlo: dopo un’ispezione disse che era un Mauser 7.65 di produzione tedesca. Fritz era d’accordo con lui”.

Craig va avanti dicendo che la polizia di Dallas sostituì poi quel fucile con il Carcano. Ma è ancor più interessante notare che, ora, lo sceriffo non dice più che fu trovato un fucile sul tetto, ma che fu rinvenuto un Mauser al sesto piano e che Weitzman lo riconobbe come tale. Ma non è questa la versione definitiva. Qualche anno dopo, quando fu intervistato per Two Men in Dallas, Craig sostenne di aver visto molto da vicino il fucile e di aver notato su di esso la scritta “7.65 Mauser”.

L’ora esatta dell’omicidio dell’agente di polizia Tippit è importante, siccome secondo la commissione Warren l’omicidio avvenne alle 13 e 15 minuti. Se Tippit fosse stato ucciso prima non si sarebbe potuto attribuire la sua morte a Lee Harvey Oswald, poiché Oswald non avrebbe avuto tempo per arrivare a piedi dalla sua stanza al 1026 di North Beckley Street sino all’angolo tra la Decima e la Patton, dove fu ucciso appunto Tippit. Nel suo memoriale When they Kill a President Craig sostiene che Tippit fu ucciso prima delle 13 e 6 minuti: “Nel momento stesso in cui scoprimmo il fucile un agente di polizia di Dallas arrivò correndo su per le scale e avvisò il capitano Fritz che un agente era stato ucciso nella zona di Oak Cliff. Istintivamente guardai l’orologio e segnava le 13 e 06. Alcuni agenti rimasero lì al sesto piano del deposito mentre io, Fritz, Day, Boone, Mooney e Weitzman lasciammo l’edificio”.

Qui ci sono dei problemi. Il primo è che il fucile (cfr. 7H109) fu scoperto alle 13 e 22 circa. E Craig dice che la notizia di Tippit morto arrivò dopo la scoperta del fucile. Ma un altro problema è dato dal fatto che il particolare delle 13 e 06 pare essere un dettaglio aggiunto da Craig a posteriori. Nel marzo del 1968, infatti, sempre nell’intervista del Los Angeles Free Press, leggiamo:

– Craig: “Tippit arrivò a Oak Cliff, e poi fu ucciso. Perché andò là, a Oak Cliff, no saprei dirlo. Posso solo fare un’osservazione: doveva incontrare qualcuno”.

– Domanda: “Lei sa a che ora fu ucciso?”

– Craig: “Circa alle 13 e 40”.

-Penn Jones: “No, credo fosse un po’ prima delle 13 e 15”.

– Domanda: “Ah, sì?”

– Penn Jones: “Sì, Bill Alexander”.

– Craig: “Oh, sì, è vero. L’annuncio radiofonico fu dato poco dopo le 13 e 15 e non era ancora stato accusato Oswald di aver ucciso il presidente”.

Così Craig, invece di dire che sapeva che Tippit era morto prima delle 13 e 06 per la storia dell’orologio e del fucile al sesto piano, stimò che fosse morto all’una e 40, e poi disse che aveva ragione Penn Jones a sostenere che Tippit fosse morto prima delle 13 e 15.

Leggendo il memoriale di Craig si troveranno tante altre cose: egli sostenne per esempio di essere stato ingannato da Warren e che la sua testimonianza fu falsata, che fu licenziato dalla polizia, e non solo. Viste le interessanti dichiarazioni di Craig è chiaro che, secondo i sostenitori della cospirazione, qualcuno voleva ridurlo al silenzio. E allora la morte di Roger Craig, avvenuta nel 1975, quando aveva 39 anni, e accertata come morte dovuta a suicidio, fu chiaramente interpretata come un altro omicidio mascherato da suicidio, ordinato dai cospiratori.
Craig fu trovato morto il 15 maggio 1975 nella casa del padre, con un colpo di fucile al torace. Nel 1973 aveva avuto un grave incidente stradale e, da allora, assumeva regolarmente Valium (i suoi metaboliti furono trovati nel corpo dell’ex vicesceriffo a seguito dell’autopsia). Purtroppo, un effetto collaterale comune del Diazepam, il principio attivo del Valium, è la depressione. Gli trovarono in corpo anche alcol, in quantità tre volte superiori al massimo consentito per guidare nel suo Stato (1). Fosse mai stato omicidio – e non si capisce, dopo 12 anni e tutte le “rivelazioni” fatte, che motivo ci fosse di ridurlo al silenzio – sarebbe un omicidio ben strano: il colpo di fucile fu sparato con la canna a contatto del torace, con una traiettoria frequentissima nei casi di suicidio col fucile e che convinse i medici che esaminarono il corpo, senza dubbio alcuno, sul fatto che si fosse sparato. Craig lasciò anche un messaggio d’addio (la polizia ne divulgò il contenuto: si diceva dispiaciuto di dover arrivare a tanto ma la sua vita era ormai rovinata da un dolore insopportabile).

Roger Craig fu un uomo sfortunato. Forse è vero che fu ucciso per via dell’omicidio Kennedy. Ma non come pensano i cospiratori: dopo l’assassinio, iniziò a denunciare la polizia come complice nell’omicidio del presidente. Ebbe anche un certo successo ma, poi, fu cacciato (comprensibilmente) dal lavoro, ebbe un grave incidente, rimase solo e menomato fisicamente. Alla fine, decise di togliersi la vita. Massimo rispetto per la vicenda tragica di un uomo, ma le prove sono purtroppo chiare sull’inattendibilità delle sue rivelazioni.

NOTE
(1) Estratto del referto dell’autopsia compilato il 15 maggio 1975 al Southwestern Institute of Forensic ssicences di Dallas: “It is our opinion that Roger Dean Craig, a 39-year old white male, died as a result of a self-inflicted gunshot wound of the right chest. The muzzle of the weapon was held in contact with the skin at the time of discharge. This is indicated by the searing of the skin and deposition of soot on the skin and in the wound track. The underlying muscle of the right chest surrounding the wound of entrance is pink, due to carbon monoxide from the combusion of the propellant powders. The bullet went through an artery, vein and the right lung, causing massive hemorrhage and death. After exiting the lung, the bullet went through a vertebra of the thoracis vertebral column. In going through this vertebra, the bullet disrupted and pulpified the adjacent spinal cord. The bullet was recovered from the back”. I medici Vincent J. H. Dimaio e Charles S. Petty trovarono nel sangue un tasso di alcol etilico di 0,3, 0.05 mg di Diazepam e 0.06 mg di Desmethyldiazepam.

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