Quelle strane morti intorno a Kennedy

Il texano Jim Marrs, autore di <i>Crossfire - The plot that killed Kennedy</i>
Il texano Jim Marrs, autore di Crossfire – The plot that killed Kennedy

La letteratura complottista narra di un numero spropositato di persone, in qualche modo connesse al caso Kennedy, che sarebbero morte in circostanze sospette dopo l’assassinio del presidente. Nel corso del tempo, l’argomentazione dei testimoni o possibili ostacoli alla copertura del complotto eliminati è diventata un dogma: ormai si dà per scontato che una delle prove più convincenti dell’esistenza di un complotto ai danni del presidente Kennedy sia proprio l’incredibile numero di individui che avevano a che fare con l’assassinio e che sono poi deceduti in circostanze misteriose.
Molte di queste informazioni offerte in pasto al pubblico, però, sono fasulle. Lo statunitense Jim Marrs, un professionista delle teorie cospirative (alieni, 11 settembre, telepatia: non se ne è fatta sfuggire una) ha il merito, diciamo così, di aver canonizzato la tesi degli omicidi “a cascata”, orditi per coprire il complotto. La teoria è esposta nel suo lavoro, ormai piuttosto datato (è del 1989, sebbene recentemente aggiornato, ma ignoro come) dal titolo Crossfire: The plot that killed Kennedy.

Un libro che Oliver Stone utilizzò ampiamente per il successivo film dedicato a Kennedy. Marrs ha consegnato alle stampe un elenco di decessi che ha ritenuto imputabili a omicidi camuffati da incidenti, suicidi o morti naturali. Un professore universitario americano, John McAdams, ha allestito da tempo un sito che smonta le più clamorose bufale complottiste (venendo ovviamente accusato di ogni nefandezza, compreso di essere al soldo del governo assassino). Con il suo permesso, pubblichiamo la lista delle morti sospette, analizzata caso per caso, con mie aggiunte e aggiornamenti. Un semplice lavoro di ricognizione giornalistica: per ciascun decesso, si è andati in cerca di notizie.

Uno dei dati più eclatanti che emerge è che, secondo i canoni adottati da Jim Marrs, anche una persona deceduta 15 anni dopo i fatti si può comprendere nel novero dei testimoni scomodi, “assassinati perché non parlassero”. Per tutto il resto, giudicate voi.

 

Data Nome Marrs: connessione con il caso Kennedy Marrs: causa di morte La verità storica
2/1964
Eddy Benavides
Fratello di Domingo Benavides, testimone dell’omicidio di Tippit Colpo di pistola alla testa Era il fratello di un testimone: Eddy non aveva assistito all’assassinio di Tippit. Poco dopo l’uccisione del fratello, Domingo testimoniò di aver riconosciuto Oswald e, ciononostante, per tutta la vita ritenne che Eddy fosse stato ucciso per errore e che toccasse a lui, come testimone scomodo. Ma perché scomodo, se aveva riconosciuto Oswald? Un articolo dei tempi parla di una sparatoria in un locale con un morto accidentale.
4/1964
Bill Hunter
Reporter che era a casa di Ruby il 24 novembre 1963 Colpito per errore da un poliziotto L’HSCA indagò e scoprì che fu davvero colpito per errore da un poliziotto e, soprattutto, che quanto aveva da dire su quell’incontro era stato da lui riportato ampiamente.
6/1964
Guy Banister
Agente FBI sotto copertura, amico di David Ferrie e di Oswald Attacco di cuore Nessuna prova di omicidio (né arma del delitto, né indizi di assassinio, né mandanti). Resta del tutto indimostrato, peraltro, il suo ruolo nell’attentato.
9/1964
C.D. Jackson
Vicepresidente di “Life” che acquistò e tenne chiuso in cassaforte il film di Zapruder Attacco di cuore Non aveva alcuna connessione con il caso Kennedy, né la sua morte sarebbe stata utile a fantomatici cospiratori. Il filmato di Zapruder restò inedito per altri 12 anni!
9/1964
Jim Koethe
Reporter che si trovava nell’appartamento di Ruby il 24 novembre 1963 Colpito al collo La polizia parlò di una lite con un compagno omosessuale. Non si è mai detto ciò che Koethe sapesse, o si presumeva sapesse, su Ruby o Lee Oswald.
9/1965
Rose Cheramie
Sapeva dell’assassinio Investita da un veicolo Donna con problemi di tossicodipendenza che non diede mai un nome né una circostanza per avallare le sue parole, sosteneva solo che JFK sarebbe stato ucciso a Dallas. La sua storia, di due “specie di italiani che volevano ucciderlo” (e lo confessano a lei?) e con cui avrebbe passato la sera in un locale, stride con l’idea di un complotto organizzato. Morì quasi due anni dopo i fatti, in un incidente stradale.
11/1965
Dorothy Kilgallen
Giornalista che intervistò Ruby Overdose L’HSCA non trovò nulla di sinistro nella sua morte, dovuta a overdose di barbiturici. Dorothy si era occupata solo marginalmente del caso, come altre migliaia di suoi colleghi ancora vivi. Nel 2017 un magistrato riaprì il caso e dopo otto mesi lo chiuse per mancanza di indizi di morte violenta.
12/1965
William Whaley
Autista di taxi che portò Oswald alla pensione di Oak Cliff dopo gli spari in Dealey Plaza Incidente stradale Un uomo di 83 anni ebbe un malore e si scontrò con l’auto di Whaley, uccidendo entrambi. Whaley aveva detto solo di aver portato Oswald a casa, fatto plausibile, né sapeva altro che potesse preoccupare alcuno.
1/1966
Earlene Roberts
Padrona di casa di Oswald Attacco di cuore Era malata gravemente da anni, non sapeva niente sul conto di Oswald. Oltretutto soffriva di disturbi mentali e non un solo ricercatore o giornalista la trovò affidabile (arrivava ad autoaccusarsi “a comando” dell’omicidio Kennedy!)
2/1966
Albert Guy Bogard
Venditore di automobili che vide Oswald provare dei modelli di furgone Suicidio Fu veramente suicidio, confermato da un’inchiesta locale. Bogard, tra l’altro, non aveva nulla da aggiungere alla sua deposizione su Oswald, resa quasi due anni prima: disse che un signore si era presentato nel suo salone per provare un Mercury Comet.
8/1966
Lee Bowers Jr.
Testimone che vide degli uomini dietro la staccionata Incidente stradale Bowers morì tre anni dopo la morte di JFK. Aveva detto tutto su quanto vide, anche in un’intervista filmata a Mark Lane. Non c’era ragione per eliminarlo. L’HSCA investigò a lungo sulla sua morte e non trovò prova di omicidio né dello “strano shock” di cui parla Oliver Stone nel suo film: un reportage accurato del giornalista locale David Perry fa luce sull’incidente stradale di Bowers sul quale, onestamente, non c’è nulla di sospetto.
11/1966
James Worrell Jr.
Testimone in Dealey Plaza Incidente stradale Morì in motocicletta, non aveva mai detto di aver visto qualcosa di particolare durante gli spari.
1/1967
Jack Ruby
Uccisore di Oswald Cancro al polmone Disse ai familiari che un medico gli aveva iniettato cellule cancerose (il che é un autentico non-senso medico). La sua situazione mentale era gravemente compromessa. Morì tre anni dopo Kennedy e Oswald.
2/1967
David Ferrie
Sospetto di Garrison Colpo di karate al collo Ferrie è morto per un aneurisma, accertato dall’autopsia. Ha lasciato due note di suicidio. La storia raccontata da Stone, dell’avvelenamento col farmaco Proloid, è ancora più grottesca: non si muore dopo qualche ora per un’overdose di Proloid.
2/1967
Eladio Del Valle
Anticastrista amico di Ferrie Ucciso da un colpo di pistola, decapitato con un’ascia La storia dell’ascia è falsa. Del Valle era un trafficante di droga: fu vittima di un regolamento di conti, anni dopo i fatti di Dallas. Non sapeva niente di Oswald né di Ruby.
5/1968
Nicholas Chetta
Coroner di New Orleans che fece l’autopsia a David Ferrie Attacco di cuore Non c’è una sola traccia che faccia pensare a informazioni in suo possesso non rivelate su Ferrie. Includerlo in questa lista è insensato: ebbe un infarto a 50 anni, quasi 5 anni dopo i fatti.
1969
Charles Mentesana
Filmò un fucile, che non era il Carcano, portato fuori dal deposito Attacco di cuore Il film di Mentesana mostra l’arma di un poliziotto, ecco perché non era il Carcano. Il nastro filmato era da tempo in circolazione: ucciderlo a 6 anni dai fatti aveva alcuna utilità. 
4/1969
Mary Bledsoe
Vicina di casa di Oswald Cause naturali Morì a 72 anni. Ma soprattutto sosteneva calorosamente le tesi della Commissione Warren, non credeva in alcun complotto: quale ragione per ammazzarla?
4/1969
John Crawford
Amico di Ruby e di Frazier (il vicino di casa di Oswald) Precipitò con un aereo privato Nessuna prova di un omicidio né indizi di un motivo per ucciderlo: pilotava un ultraleggero che precipitò con altri 5 passeggeri a bordo. Morì a 46 anni, quasi 6 dopo i fatti.
7/1969
Rev. Clyde Johnson
Testimone dei legami Shaw/Oswald Assassinato a colpi di pistola Fu ucciso (da un uomo identificato e condannato) ben dopo la fine del processo che assolse Clay Shaw. La sua posizione fu considerata ininfluente anche dalla pubblica accusa.
8/1970
Bill Decker
Sceriffo di Dallas che disse di aver visto un proiettile colpire la strada davanti a JFK Cause naturali Circostanze di morte e tempi della stessa non sono sospetti. Aveva 72 anni, era malato. Non aveva altri legami col caso, né mai la sua versione ebbe elementi di fatto a suo supporto.
8/1970
Abraham Zapruder
Autore del celebre film della morte di JFK Cause naturali Circostanze assolutamente non sospette. Nessun motivo per ucciderlo (il suo filmato e le sue parole sono diffusissimi e di dominio pubblico da decenni).
4/1971
Gen. Charles Cabell
Direttore CIA licenziato da JFK Collasso Morte in pubbblico, anni dopo i fatti. Non aveva collegamenti col caso Kennedy, se non il fatto di essere fratello del sindaco di Dallas.
1972
Hale Boggs
Membro della Commissione Warren che espresse dubbi sulle conclusioni della stessa Scomparso durante un volo in Alaska Avere dubbi è una cosa, avere prove è un’altra. Morì quasi 10 anni dopo quelle sue sue frasi, non si vede il motivo di ucciderlo: mai portò indizi di cospirazione, ma fece liberamente alcune considerazioni.
5/1972
J. Edgar Hoover
Direttore dell’FBI che difendeva il Rapporto Warren Attacco di cuore Morì a 77 anni, nove anni dopo i fatti, non c’è prova di omicidio né ombra di un motivo per eliminarlo come “testimone” di cose che non sapeva.
2/1974
Joseph A. Milteer
Estremista di destra che voleva far fuori JFK Esplosione di uno scaldabagno Le frasi attribuite a Milteer, registrate da un giornalista (Willie Somersett) non possono far pensare a una previsione dell’omicidio nel 1963 né mai si sono raccolti elementi di un suo coinvolgimento.
7/1974
Earl Warren
Presidente della Commissione Warren Attacco di cuore L’eminente giurista (e giudice) aveva 82 anni, il Rapporto era pubblicato da dieci anni. Quali motivi per eliminarlo?
8/1974
Clay Shaw
Celebre sospetto di Garrison Cancro Morì cinque anni dopo la fine del processo, in cui peraltro fu assolto con formula piena da una giuria. Fu un Enzo Tortora americano: morì abbandonato e disperato.
1974
Earle Cabell
Sindaco di Dallas quando JFK fu ucciso, fratello di Charles Cabell (della CIA) licenziato da JFK Cause naturali Nessuna prova né ragione alcuna per ucciderlo, a meno che essere sindaco di una città in cui avviene un omicidio non equivalga ad averlo cagionato.
4/1976
James Chaney
Agente che era dietro e a destra di JFK a Dallas, disse che JFK fu colpito frontalmente Attacco di cuore Quello che aveva da dire lo disse tredici anni prima. Morte non sospetta.
4/1976
Dr. Charles Gregory
Medico personale di John Connally Attacco di cuore Nella sua testimonianza negò che nel polso di Connally ci fosse troppo piombo per poter provenire dal reperto 399 della Commissione. Quindi confermava la tesi di Warren. Perché mai ucciderlo?
6/1976
William Harvey
Coordinatore CIA per le attività anticastriste Complicazioni in seguito ad operazione chirurgica Non aveva legami di alcun tipo col caso.
3/1977
George DeMohrenschildt
Amico di Oswald, agente CIA, amico dei Bouvier (parenti di Jackie) Colpo di pistola alla testa, suicidio Veniva da svariati tentativi di suicidio, aveva problemi mentali. L’esistenza di un contratto con la CIA è tutta da verificare e comunque non è legata in alcun modo a Kennedy.
3/1977
Paul Raigorodsky
Socio d’affari di George DeMohrenschildt Cause naturali Non ha mai avuto alcun ruolo nei fatti di Dallas.
6/1977
Louis Nichols
Indagò sul caso Attacco di cuore Non esiste motivo per uccidere uno come Nichols, 14 anni dopo i fatti.
8/1977
Francis G. Powers
Pilota dell’aereo U-2 abattuto in Russia nel 1960 Incidente in elicottero Sostenne che Oswald diede informazioni ai russi sufficienti per intercettare l’U-2. Non portò mai una prova delle sue asserzioni. Perché ammazzarlo dopo che disse ciò che voleva dire, 11 anni dopo?
9/1977
Kenneth O’Donnell
Aiutante personale di JFK Cause naturali Morì per un aneurisma.
9/1978
Garland Slack
L’uomo che si vide bucherellare il bersaglio da Oswald al poligono Sconosciuta Malato di cuore. Il suo coinvolgimento nel caso Kennedy era a dir poco marginale.
1/1979
Billy Lovelady
Impiegato del deposito che qualcuno confuse con Lee Oswald: era sulle gradinate del TSBD al momento degli spari Complicazioni in seguito ad un attacco di cuore Nessuno ha mai capito cosa potesse svelare né a cosa potesse servire la sua morte, 16 anni dopo.
6/1980
Jesse Curry
Capo della polizia di Dallas nel 1963 Attacco di cuore Non si capisce perché debba essere stato ridotto al silenzio 17 anni dopo la morte di JFK, giacché non disse mai di avere indizi o fatti di una cospirazione (che necessariamente avrebbe dovuto includerlo, peraltro).
1/1981
Marguerite Oswald
Madre di Lee Oswald Cancro A parte la difesa a oltranza del figlio e le interviste a pagamento, la signora non mostrò mai di avere informazioni concrete sul caso. Morì 18 anni dopo i fatti.
5/1982
Dr. James Weston
Medico incaricato dall’HSCA della visione del materiale autoptico di JFK. Morto di attacco cardiaco mentre faceva jogging Era certo che JFK fosse stato copito due volte alle spalle: lo disse chiaramente e mai nessuno cercò di ucciderlo per questo.
8/1982
Will H. Griffin
Agente FBI cui si attribuisce la frase: “Oswald era un nostro informatore”. Cancro L’HSCA scoprì che Griffin, semplicemente, non aveva mai detto una cosa del genere.
3/1984
Roy Kellerman
Agente del servizio segreto nel corteo presidenziale di Dallas Sconosciuta Morì di infarto a 69 anni, 21 anni dopo i fatti. Cosa c’è di sospetto? 

58 pensieri riguardo “Quelle strane morti intorno a Kennedy

  • 10 Giugno 2017 in 0:24
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    Calo Fellelo, dice il saggio: “A lavale la testa all’asino si pelde il tempo ed il sapone”

    Risposta
  • 29 Maggio 2017 in 14:03
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    Salve , ho letto di recente che la giornalista Dorothi Killgallen poco prima di morire era riuscita ad intervistare Ruby in carcere e , fosse in procinto di pubblicare uno scoop al riguardo . Le risulta vero questo fatto e , se si , dopo la morte della giornalista vennero ritrovati i suoi appunti ? Un altra domanda : nella lista delle morti cosiddette sospette e’ scritto che David Ferrie e’ deceduto per aneurisma cerebrale , come riscontrato da autopsia , ma nello stesso tempo lascio’ due note di suicidio . Come e’ possibile suicidarsi causandosi un aneurisma ? Saluti . Lory.

    Risposta
    • 29 Maggio 2017 in 15:00
      Permalink

      Il Final report dell’House select Committee of Assassinations del 1979 confermò che Ferrie morì per cause naturali. Se sono autentiche, le note scritte a macchina ritrovate nella sua stanza sono solo uno sfogo dovuto alla stanchezza di Ferrie, sotto pressione da mesi, e che piuttosto di continuare con quello stress scrisse che la morte sarebbe stata una liberazione da quell’incubo.

      On February 22, 1967, less than a week after the New Orleans States-Item broke the story of Jim Garrison’s investigation, Ferrie was found dead in his apartment. Two unsigned, undated typed letters were found at Ferrie’s apartment: The first, found in a pile of papers, was a screed about the justice system, beginning with “To leave this life is, for me, a sweet prospect.” The second note was written to Al Beauboeuf, Ferrie’s friend to whom he bequeathed all his possessions. Garrison said he considered Ferrie’s death a suicide, but added “I am not ruling out murder.” Garrison’s aide, Lou Ivon, stated that Ferrie telephoned him the day after the story of Garrison’s investigation broke and told him, “You know what this news story does to me, don’t you. I’m a dead man. From here on, believe me, I’m a dead man….”Ferrie’s autopsy was performed by Orleans Parish coroner Nicholas Chetta and pathologist Ronald A. Welsh. They concluded that there was no evidence of suicide or murder and that Ferrie died of a massive cerebral hemorrhage due to a congenital intracranial berry aneurysm that had ruptured at the base of his brain. Upon learning of the coroner’s findings, Jim Garrison said, “I suppose it could just be a weird coincidence that the night Ferrie penned two suicide notes, he died of natural causes.” On March 1, 1967, Garrison had Clay Shaw arrested and charged him with conspiring to assassinate President Kennedy. Jack Wardlaw, then with the defunct afternoon newspaper, the New Orleans States-Item, and his fellow journalist Rosemary James, a native of South Carolina, co-authored Plot or Politics, a 1967 book which takes issue with the Garrison investigation. Wardlaw won an Associated Press award for his story on the death of David Ferrie.

      Risposta
      • 29 Maggio 2017 in 17:55
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        Grazie per la risposta , una cosa sola ; mi pare di capire che Lei abbia dubbi sull’ autenticità delle note scritte a macchina e trovate a casa di Ferrie , nel caso fosse così cosa significherebbe ?

        Risposta
        • 8 Giugno 2017 in 1:26
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          Lo stesso Garrison (Sulle tracce degli assassini, Sperling & Kupfer, 1992, pagg. 171-172) ha dubbi iniziali sulla morte di Ferrie, ma alla fine deve convenire che la rottura dell’aneurisma a bacca nel cranio di Ferrie poteva essere solo una causa naturale. Io non ho dubbi sulle frasi scritte da Ferrie, ma i miei dubbi sono relativi al fatto che siano state estrapolate da due lettere più lunghe che nulla potrebbero avere a che fare con la sua prossima morte.

          Dal sito http://mcadams.posc.mu.edu/death10.htm:
          But if the death was natural, how do we explain two “suicide notes” that were found in Ferrie’s apartment at the time of his death? As researcher Barb Junkkarinen points out, this doesn’t really sound like a suicide note at all, but rather like a letter to the editor, editorial, or essay. David Blackburst points out that the letter seems to reflect Ferrie’s own legal troubles between August 1961 and late 1962. “He refers in the letter to Judge Cocke, with whom he had difficulties. Ferrie felt that he had been singled out for a shakedown” notes Blackburst. The next “suicide note,” however, does sound like a suicide note: “Dear Al: When you read this I will be quite dead and no answer will be possible. I wonder how you are going to justify things. Tell me you treated me as you did because I was the one who always got you in trouble. The police arrest. The strip car charge. The deal at Kohn School. Flying Barragona in the Beech. Well, I guess that helps ease your conscience, even if it is not the truth. All I can say is that I offered you love, and the best I could. All I got in return in the end was a kick in the teeth. Thus I die alone and unloved. You would not even straighten out Carol about me, though this started when you were going steady.
          I wonder what your last days and hours are going to be like. As you sowed, so shall you reap”.
          Blackburst notes that the content makes clear that “Al” is Al Beauboeuf, Ferrie’s dearest friend. Carol was Beauboeuf’s girlfriend. She had a poor opinion of Ferrie, while Ferrie was unhappy about the attention Beauboeuf was giving her. So what are the logical possibilities as to how Ferrie died? Conspirators killed Ferrie, perhaps by forcing pills down his throat, and forged the suicide notes. This is extraordinarily unlikely, since not only were there no signs of a struggle in Ferrie’s apartment, and no signs of a struggle in the autopsy report, but Ferrie’s apartment was under surveillance by James Alcock and Louis Ivon of the District Attorney’s office.Ferrie did indeed commit suicide, perhaps by taking an overdose of the drug Proloid, as Garrison asserts in On the Trail of the Assassins. This too is unlikely, since the drug is too slow-acting to have killed Ferrie between the time he was last seen alive (by journalist George Lardner, Jr.) and the time he was found dead. Ferrie was aware of his failing health, and wrote the notes in the expectation that he would soon die — but not by his own hand. Journalist David Snyder reported that Ferrie told him that he had encephalitis, that Ferrie’s voice was barely audible, his breathing unsteady and his “steps were feeble.” Not only had he been complaining about headaches, when two Garrison aides visited him the Saturday before his death, he “moaned and groaned with each step he took up the stairs” and told them that he had not been able to keep food on his stomach for a couple of days (Patricia Lambert, False Witness, pp. 57, 62-63). As suggested by Junkkarinen, at some point Ferrie had considered suicide, and the second note dates from that time and may have had nothing to do with Garrison’s investigation. So, did Ferrie commit suicide? The last person to see him alive, George Lardner, Jr., reported him to be in good spirits. And several people who talked to him in the last week of his life reported that, in spite of his health problems, he was in a combative mood, intent on fighting Garrison’s charges against him. Indeed, he was preparing to sue Garrison. But one key piece of evidence was discovered by Blackburst in Garrison’s own files. A bottle of Proloid tablets was found in Ferrie’s apartment after his death, and it had seven tablets left in it. Why wouldn’t somebody intent on suicide take the whole bottle? Most likely, Garrison simply lucked out when Ferrie died the natural death the autopsy results showed.

          Da “David Ferrie”, Wikipedia:
          On February 22, 1967, less than a week after the New Orleans States-Item broke the story of Jim Garrison’s investigation, Ferrie was found dead in his apartment. Two unsigned, undated typed letters were found at Ferrie’s apartment: The first, found in a pile of papers, was a screed about the justice system, beginning with “To leave this life is, for me, a sweet prospect.” The second note was written to Al Beauboeuf, Ferrie’s friend to whom he bequeathed all his possessions. Garrison said he considered Ferrie’s death a suicide, but added “I am not ruling out murder.” Garrison’s aide, Lou Ivon, stated that Ferrie telephoned him the day after the story of Garrison’s investigation broke and told him, “You know what this news story does to me, don’t you. I’m a dead man. From here on, believe me, I’m a dead man….” Ferrie’s autopsy was performed by Orleans Parish coroner Nicholas Chetta and pathologist Ronald A. Welsh. They concluded that there was no evidence of suicide or murder and that Ferrie died of a massive cerebral hemorrhage due to a congenital intracranial berry aneurysm that had ruptured at the base of his brain. Upon learning of the coroner’s findings, Jim Garrison said, “I suppose it could just be a weird coincidence that the night Ferrie penned two suicide notes, he died of natural causes.”

          Risposta
    • 29 Maggio 2017 in 15:09
      Permalink

      Non è stata mai SOSPETTA la morte di Dorothy Killgallen, morta nel suo letto con i suoi familiari in casa. Incontrò Ruby una sola volta, in compagnia di altri colleghi, durante il processo.

      If you believe what the conspiracy books tell you, and know little else about the case, then the death of Dorothy Kilgallen, like many deaths of people tangentially connected to the case, seems “mysterious.” Kilgallen, a gossip columnist for the New York Journal-American and a panelist on the popular game show “What’s My Line” was found dead in her New York City apartment on November 8, 1965. How was she connected to the Kennedy assassination, and why was her death “mysterious?” Conspiracy author Jim Marrs explains: Whatever information Kilgallen learned and from whatever source, many researchers believe it brought about her strange death. She told attorney Mark Lane: “They’ve killed the President, [and] the government is not prepared to tell us the truth . . . ” and that she planned to “break the case.” To other friends she said: “This has to be a conspiracy! . . . I’m going to break the real story and have the biggest scoop of the century.” And in her last column item regarding the assassination, published on September 3, 1965, Kilgallen wrote: “This story isn’t going to die as long as there’s a real reporter alove — and there are a lot of them.” But on November 8, 1965, there was one less reporter. That day Dorothy Kilgallen was found dead in her home. It was initially reported that she died of a heart attack, but quickly this was changed to an overdose of alcohol and pills. (Crossfire, p. 425) How much of this is true, and how much of what’s true is “mysterious?”
      Let’s start with the story as reported in Kilgallen’s own paper, the Journal-American. Dorothy Kilgallen, famed columnist of the Journal-American, died today at her home, 45 E. 68th St. She was 52.
      Miss Kilgallen died in her sleep. She was found by a maid and a hairdresser who came to the home to keep a 12:15 p.m. appointment. Alongside her bed was a book which she apparently had been reading before falling asleep. She had written her last column, which appears in today’s editions, early in the morning and had sent it to The Journal-American offices by messenger at 2:30 am. Miss Kilgallen’s husband, actor and producer Richard Kollmar, and their youngest child, Kerry, were sleeping in other rooms when she died. The article notes that Kilgallen’s father said that Kilgallen “apparently suffered a heart attack.” Marrs makes this out to be a sinister “story,” but it clearly was the speculation of a grieving father who knew his daughter had been found dead with no evidence of foul play. A week later, in the Nov. 15, 1965 number, the Journal-American quoted Assistant Medical Examiner James Luke on what happened: The death of Dorothy Kilgallen, Journal-American columnist and famed TV personality, was contributed to by a combination of moderate quantities of alcohol and barbiturates, a medical examiner’s report stated today. As many personalities whose multiple duties and responsibilities demand unceasing attention, Miss Kilgallen experienced recurring tensions in meeting her deadlines for performances — both as a newspaperwoman and TV performer. In his report today, Dr. James Luke, Assistant Medical Examiner, said that although Miss Kilgallen had only “moderate amounts of each,” the effect of the combination had caused depression of the central nervous system “which in turn caused her heart to stop”. The details of Kilgallen’s death are recorded in documents produced by the office of the Medical Examiner. These are National Archives Record Number 180-10071-10433 — Agency File number 007250 from the House Select Committee on Assassinations. This set of documents includes the “Report of Death” form from the Office of Chief Medical Examiner, the “Autopsy Report” (with the autopsy being performed by Junior Medical Examiner James Luke with doctors Sturner and Baden present), a handwritten addendum to the “Autopsy Report” that gave the microscopic and chemical findings, and “Notice of Death” of the Office of Chief Medical Examiner of the City of New York. Key points include:
      Her husband was with her in her New York east side apartment, although not in the same bedroom.
      Her husband said she returned from “What’s My Line” feeling chipper. She went to her bedroom. The next day he found her dead. The examination of the body at the scene found “no trauma” and “no signs of violence” . The autopsy found no injuries whatsoever that could account for her death, nor any evidence of a struggle nor (say) pills being forced down her throat. The cause of death in the autopsy says “PENDING FURTHER STUDY.” A handwritten note below that says “Acute ethanol and barbiturate intoxication. Circumstances undetermined.” This handwritten note was apparently based on the chemical findings, which were appended to the report. She had a blood alcohol level of 0.15, and barbiturate level that says “UV – 2.4 [illegible]” in the liver. Conclusion? It’s really impossible to believe some Oliver Stone scenario of hoods coming into her apartment and forcing a bunch of pills down her throat. Neither the alcohol nor the barbiturate level was absurdly high, as it would be with an intentional overdose. I suppose it’s possible she committed suicide by mixing both alcohol and barbiturates intentionally, but this really looks like an accident. And she seemed to be in good spirits the night she died. Quoting the Journal-American: A member for years of the panel on the nationwide CBS TV show “What’s My Line,” Miss Kilgallen appeared with the panel last night. She was at her usual best, asking probing questions and guessing the occupation of two of the five persons who appeared on the show. “She was in excellent spirits and, as usual, right on the ball,” said John Daly, moderator of the show. Of course, the Journal-American would have a vested interest in presenting their columnist in the best light. But it’s also true that the “Report of Death” quoted her husband saying she was “chipper” after appearing on “What’s My Line”. Interestingly, she was working on a book to be titled Murder One. It was to be a compilation and study of all the trials she had covered — including the Sam Sheppard trial, the Wayne Lonegan trial, the Dr. Bernard Finch trial, as well as the trial of Bruno Hauptman. There is no mention in the article that the book would include the Jack Ruby trial, although it’s very logical to assume it would have done so, since she had covered it and it was even more celebrated than the others (Journal-American, Nov. 8, 1965). In fact, in the November 15, 1965 article, it is claimed that she was particularly happy that she had completed the preface to her book and submitted it to Bennet Cerf, fellow panelist on “What’s My Line” and “a book publisher”. Still, if she had “broken open” the JFK assassination case, it’s very hard to see why she would have relegated her earth-shaking information to a chapter in a book that covered a half-dozen or so murder cases, rather than writing a book on the assassination, or using her column to reveal the nature of the plot. In fact, she had written numerous columns on the assassination. None of the columns, however, contained any earth shaking information. Rather, they just repeated conspiracy factoids that had been, or soon would be, all over the JFK assassination literature. Her claim that she was going to “break the case” appears to be nothing beyond professional bravado. She never claimed to “have broken” the case, or said “I know who the conspirators were.” Whatever her high hopes, there is no evidence that she had any information dangerous to any conspiracy, nor that she would have been able to do what no reporter has done since. Her death was thus yet another tragedy trivialized by conspiracist “researchers.”

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  • 29 Novembre 2016 in 17:17
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    Buona sera signor Ferrero, complimenti per il sito che trovo davvero molto interessante e curato, mi permetta una puntualizzazione, nella lista manca una persona, quella che purtroppo, dico purtroppo non perché sia un ammiratore bensì perché penso che se fosse vissuto sapremo molto molto di più e questa persona si chiama Oswald, successivamente accusato di avere sparato ed ucciso JFK. Non trova che le circostanze della sua “scomparsa” siano davvero le più strane? Cioè una persona praticamente incriminata di avere eliminato il presidente degli Stati Uniti non solo viene interrogata senza registrare ne scrivere nulla (forse si scrisse ma non si divulgo’ perché estremamente pericoloso, forse non diede nulla di rilevante o forse non c’era bisogno che si scrivesse, tutto superfluo, tanto il suo destino era già segnato), ma viene portato fuori preso a braccetto da due agenti tra l’altro non proprio giovani quasi come un agnello sacrificale quando solo per un minimo sospetto di avere fatto quello che gli si attribuì ci sarebbe stato da metterlo perlomeno in una cassaforte. Ma non pensate che sia lecito un minimo di dubbio in mezzo a tutte queste stranezze? Per quanto riguarda gli altri non facciamoci ingannare dal numero esiguo, per lo meno considerando i testimoni scomparsi, gli anni treascorsi dal fatto e la loro rilevanza, e’ la probabilità che in difetto potrebbe assumere numeri un po’ alti cioè almeno 15 nei primi quattro anni, il fatto che si verifichi penso abbia una probabilità piuttosto bassa ecco!

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    • 8 Dicembre 2016 in 10:33
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      salve Mauro,
      grazie per avermi scritto. sinteticamente le dico che no, lo studio attento della vicenda Ruby è sufficiente (almeno, così è stato per me) per convincermi della, mi passi il termine, genuinità del suo proposito criminale dopo l’assassinio di Kennedy.

      lo stato mentale (Ruby che si aggira per la stazione di polizia col taccuino, mischiandosi tra i reporter, pur essendo gestore di un locale e non avendo alcun interesse professionale), i comportamenti, gli stessi spostamenti di Jack Ruby di quella mattina domenicale (può trovare un riassunto sul sito, qui) indicano che il suo gesto, pur premeditato, fu “scomposto” e viziato da una condizione di estrema prostrazione psichica. lo stesso si può dire per gli atti post assassinio, le dichiarazioni. Ruby era un poveraccio, mi creda. nessun delinquente serio gli avrebbe mai affidato un compito del genere, uccidere l’assassino del presidente.

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      • 18 Maggio 2017 in 16:53
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        Ruby era un poveraccio, mi creda, Oswald era un pazzo mediocre esaltato, mi creda, le tante morti dei personaggi che hanno avuto a che fare con questa storia non sono strane, ma tutte casuali, mi creda! io vorrei tanto crederle ma non posso esimermi dal farle una domanda che sono sicuro avrebbe fatto anche Lei a parti inverse: ma Lei li ha conosciuti di persona questi tizi per essere tanto sicuro del loro profilo psicologico e soprattutto di quello che erano realmente? e ancora: ma che vuol dire che il gesto di Ruby, pur premeditato, fu “scomposto” e viziato da una condizione di estrema prostrazione psichica?! abbia pazienza ma lei parla come fosse Dio in terra! ogni sua parola sembra una sentenza inequivocabile!
        Nessuno mette in dubbio il lavoro serio e certosino del sig. Verdegiglio, ma da qui ad emettere la sentenza definitiva su tutto il caso mi sembra un po’ arrogante! le supposizioni di tutto quello che avrebbe fatto Oswald dopo l’assassinio di Kennedy, se (guarda caso) non fosse stato ucciso, seppur fatte da un luminare della psiche umana, mica è detto che si sarebbero avverate in maniera incontrovertibile! mi scusi eh?!

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  • 25 Novembre 2016 in 22:06
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    Mi permetto un commento, caro Ferrero: Flavio, oltre alla evidente giovane età, ha dalla sua parte la Fede. E la Fede non vuole dimostrazioni balistiche, medico-legali, criminologiche (tutte ovviamente falsate dai “servizi”). La Fede basta a se stessa e non può essere discussa.

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    • 26 Novembre 2016 in 14:37
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      Buongiorno , io non ho dalla mia parte ne giovane eta’ ne fede in alcunche’ , vorrei solo chiederle una cosa : come di certo sapra’ a ottobre 2017 dovranno essere desecretati gli ultimi documenti ancora vincolati al segreto di stato . Quali sarebbero le sue impressioni se il presidente USA ponesse il veto alla pubblicazione di anche solo parte di essi ? La mia e’ che sarebbe la conferma implicita di un qualcosa inconfessabile accaduto il 22 novembre 1963. Saluti.

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  • 20 Luglio 2016 in 12:51
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    Dal 64 al 67, insomma i primi anni dopo, le morti sono TUTTE sospette. Poi andare a prendere chi è morto 20 anni dopo di vecchiaia…è tendenzioso. Ma non c’è bisogno di stare a fare i pignoli. Il fatto stesso che certi avvenimenti si presentino controversi dal momento in cui accadono fino a decenni dopo gia dimostra che qualcosa “puzza”. All’epoca non c’erano ne complottisti ne internet e la gente si beveva tutto.

    La verità è evidente, che sono complotti, omicidi “di stato”. Come ne abbiamo visti anche nel nostro paese. Ma è una questione di assuefazione e mistificazione. Pensate ai tempi dei nazisti. Come mai tutti i tedeschi accettavano quello che combinavano i nazisti? Perchè chi ha il potere può fare di noi tutto quello che vuole e farci credere tutto quello che vuole.

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    • 20 Luglio 2016 in 12:58
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      Kennedy John, Kennedy Robert, Martin Luther King, Malcolm X…e tanti altri. Eddai! Bisogna avere “i prosciutti davanti agli occhi” per non capire che era il “grilletto facile” della CIA. Che poi faceva (e fa ancora oggi) lo stesso con capi di stato per rovesciare governi. Quante se ne erano inventate per far fuori Castro?

      O per far scoppiare guerre varie? Quanti dittatori sanguinari hanno favorito per i loro interessi nel mondo e in america latina? Perfino Che Guevara che, visto il tipo di vita che faceva, poteva tranquillamente morire sparato in qualche giungla…venne freddato alla fine da un agente della CIA. Che i “complottisti” non riescano a dimostrare nulla (se non l’evidenza che è sotto il naso di tutti) non significa che qualcuno debba ingegnarsi per confutarli. Pure per dimostrare perchè la mela cade dall’albero c’è voluto Newton ma nessuno prima di lui si sognava di dire “No! La mela non cade dall’albero!”.

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      • 26 Luglio 2016 in 17:40
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        i prosciutti più grossi e ingombranti sono quelli di chi, senza prove né indizi, si innamora di una idea affascinante (il complotto) e la applica a ciò che più crede, ritenendo un pollo chi invece crede alla verità cosiddetta ufficiale.
        siamo talmente rimbecilliti che, ormai, tutto ciò che è “ufficiale” viene percepito come falso, manipolato. smetteremo anche di bere acqua, visto che il ministero per la salute fa campagne contro la disidratazione estiva: chissà cosa c’è dietro… ah, sì: la lobby delle acque minerali, Ciarrapico, Cragnotti.

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      • 18 Maggio 2017 in 17:03
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        B R A V O!! F I N A L M E N T E!! non è che ci voglia poi chissà quale grande genio per capire ciò che è talmente palese. Il problema sta tutto nel fatto di chi si schiera con chi, secondo i dettami della propria coscienza, perché purtroppo la storia la scrive sempre chi vince, non chi ha ragione!

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    • 26 Luglio 2016 in 17:38
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      di evidente c’è solo il suo essere preconcetto e poco informato, mi spiace.
      se, secondo lei, basta che un avvenimento sia sospetto per dimostrare una certa tesi, beh, non poso che augurarmi che lei, nella vita, non faccia il giudice. altrimenti mi potrei trovare in galera per un paio di numeri di telefono “sospetti” nella mia rubrica: gente che ho intervistato anni fa, quindi cui sono “collegato”, e magari esiste anche qualche fotografia che ci ritrae insieme, e poi questi hanno avuto guai con la giustizia e… insomma, qualcosa “puzza”. no?

      Risposta
      • 8 Ottobre 2016 in 7:57
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        Non è questione di “fascino del complotto”.  La versione ufficiale di quello che succede è sempre politicamente manipolata altrimenti non esisterebbe il segreto di stato. E’ verosimile che quello che ci viene detto sia manipolato e che dietro tanti fatti eclatanti della storia ci siano regie occulte. Ma lo dice la storia. Perchè poi la verità viene sempre fuori. Come l’incendio del Reichstag. Se nel caso in oggetto era solo l’opera di un fanatico allora non si spiegano tante altre cose, tanti misteri.

        Libri, film, inchieste, dibattiti, dossier…cose che durano da oltre mezzo secolo mentre la verità ufficiale era gia pronta e scontata qualche ora dopo il fatto. Allora sono tutti complottisti rimbecilliti? E poi cos’era quello? Il periodo dei pazzi solitari che sparavano tutti questi leader politici? E’ irragionevole non avere dubbi. Oltretutto sono abbastanza informato ed oggi è facile esserlo proprio perchè, grazie ad internet, l’informazione è libera e non piu monopolio dei giornalisti e davvero possiamo dire che abbonda nel mondo. Anche dire a qualcuno “lei non è informato” su fatti storici del genere…
        Lei ha intervistato Oswald, che sembra piu informato di me?

        Ma soprattutto nella storia nostra, italiana, di misteri ce ne sono troppi, per essere “fanatici” della verità ufficiale. Altrimenti non avrebbero motivo di esistere neanche i giornalisti: lei non è un giornalista?

        Nei libri di storia non leggeremo mai “JFK ucciso da Oswald” ma sempre leggerete di una vicenda controversa, fitta di misteri.
        E allora se io sono complottista…lei è un revisionista storico? E vale per Kennedy, per Moro,
        per Mattei, per gli anni di piombo, per la mafia, la stagione delle stragi, per l’isis etc etc.

        Quello che sta sulla bocca della gente è sempre la verità. Quella ufficiale…solo quando non è scomoda per qualcuno. Lo dice la storia!

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        • 8 Ottobre 2016 in 8:12
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          Penso che se apro un qualsiasi libro di storia non troverò mai “Oswald ha ucciso Kennedy.”

          Ma qui ho un giornalista che lo scrive. Chi è piu attendibile? Un giornalista o i libri di storia?

          Quello era un complotto. Oswald forse una pedina. La CIA è cospirazionista per statuto. Robert Kennedy fu ucciso da uno che ancora non si ricorda niente, nell’epoca delle sperimentazioni MK-ULTRA.

          Può essere solo un attentato 1 volta, ma non 2,3,4 volte. Erano programmi CIA per eliminare personaggi scomodi.  E se così non fosse? Il mondo resta comunque pieno di complotti, considerati tali dai libri di storia.

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          • 8 Ottobre 2016 in 9:42
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            Magari la CIA, tra i suoi tanti programmi fantasiosi, ne aveva uno intitolato “Come uccidere un presidente se necessario”. E quel tizio che all’epoca la comandava o chi per lui, quello inviso a Kennedy , quel tal Allen Dulles, pensò “Oh, ma guarda, c’è John Fitzgerald Kennedy, quello che sta sulle palle a tutti i miei amici ed io sulle palle a lui! E qui abbiamo Oswald, la spia dei russi, quel fesso che mette i volantini! Che fortuna, proviamo con loro.”

            E’ probabile che la CIA mettesse in conto una tale eventualità, così come i cardinali fanno con i papi.

            Hanno fatto l’esperimento e nel contempo si sono sbarazzati di uno che pestava i piedi ai potenti.

            Perchè Kennedy che diceva di quelli della Fed non era come l’Obama di oggi che dice della lobby delle armi. Obama è una barzelletta a cui nessuno crede, ma Kennedy faceva paura. Obama l’hanno preso nero perche la gente era stanca di quei yankee fascisti texani che andavano a bombardare popoli inermi. Li associava ai 3000 morti della guerra in casa, sul suolo americano! Un brutto ricordo. Ci voleva qualcosa di nuovo, piu romantico per continuare a bombardare e spadroneggiare. Uno che evocasse il sogno americano di Martin Luther King.

            Ma sapendo quello che da sempre fanno gli americani (comprese le cose organizzate qui in Italia dagli americani o tutte le fregnacce che c’hanno raccontato per fare guerre, questo terrorismo “inventato” per i loro vari scopi di controllo globale)…per me era un complotto della CIA pure se in diretta tv gli cadeva un albero in testa…a JFK!

            E lasciateli stare i complottisti. Che hanno ragione. Non voglio vivere in un mondo dove i potenti si spartiscono la ricchezza sul sangue dei popoli ed il popolo deve pure credere alla “verità ufficiale”.

            Intano noi qui, nella nostra piccola Italietta, terra di passaggio per gli immigrati africani (nonostante Salvini che s’atteggia), come corridoio verso le piu evolute nazioni del nord europa, ci dimentichiamo, appunto, di essere Europei (e non americani), e mentre i nostri cugini d’oltralpe fanno, costruiscono, crescono…noi passiamo tutto il tempo a guardarci questi “film” americani sul isis, l’iraq, la siria, i terroristi, le presidenziali USA, con tutti i caxxi che avremmo da fare qui, per stare in Europa e starci bene, al pari con gli altri, non come fanalino di coda.

            A me degli americani e dei fatti loro non frega nulla. Tutta la tecnologia e la scienza di questo mondo gli americani l’hanno rubata agli europei, loro si evoluti. E l’Italia deve crescere insieme alle nazioni d’Europa, sbarazzarsi di questi politici inetti che la governano e che sono buoni solo a fare chiecchiere e tutta l’Europa deve smantellare le basi americane sul suo territorio, che si sono allargati fino ai paesi del ex blocco sovietico. Ed io non voglio stare sotto il dominio di pazzi che vorrebbero controllare tutto il mondo con i programmi segreti della CIA!

        • 8 Ottobre 2016 in 13:25
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          salve Flavio, grazie per avermi scritto.
          il suo approccio, tuttavia, è parecchio confuso. io non sono qui a chiedere di credermi sulla parola, sono qui a dimostrare che le cose andarono in un certo modo e che c’è la prova di un assassinio compiuto da un solo individuo.

          chi ha sostenuto (sono sempre meno) tesi complottiste non era per forza un imbecille. era un disinformato, o un male informato, o un accecato dal pregiudizio che “voleva” vedere solo ciò che gli dava ragione e non i quintali di prove e indizi contrari. e poi, se lo lasci dire da un giornalista, ci sono centinaia di miei colleghi e presunti tali che, grazie al “mistero”, si sono creati un mestiere ben retribuito. raccontare mirabolanti e affascinanti storie di intrighi, misteri, cospirazioni è utile per vendere, attrae e crea consenso (e quindi affari). lei, mi spiace dirlo, non fa che confermare questa cosa.

          lei dice di essere informato grazie a Internet: bene, mi dica dov’è che sbaglio. mi dica quale punto della ricostruzione dei fatti è smentito da prove documentali, e non da pareri od opinioni. la aspetto, si prenda pure il suo tempo. ho studiato per 20 anni per esaminare palmo a palmo il caso Kennedy: non mi sta bene che si passi qui a dire “secondo me non è vero”. cosa, non sarebbe vero? quale parte della vicenda le dimostra l’esistenza di più di uno sparatore e/o l’estraneità di Oswald?

          ovvio che non ho intervistato Oswald, non lo fece nessuno se non in quella raffazzonata conferenza stampa alla centrale di polizia di Dallas, interrotta dopo pochi minuti. ma Oswald, lei lo saprà, negava tutto: non è certo intervistandolo che si sarebbe arrivati alla verità, visto che mentiva spudoratamente su tutto quanto poteva essere compromettente (negò di possedere un fucile, negò di avere un documento in tasca a nome Hidell, eccetera).

          il suo riferimento ai libri di storia, a parte che è tutto da dimostrare (mi citi libri di storia, magari quelli scolastici giacché chiunque può scrivere un libro e pubblicarlo sostenendo sia “di storia”, anche se non lo è, in cui si dà per scontato il complotto) è ancora più fuorviante: ma come, lei rifiuta le verità ufficiali e poi pensa che i libri sfuggano al “Loro” controllo?

          dopodiché, lei usa un altro argomento trito: siccome qui si nega il complotto (perché non ci fu), allora si negano i complotti nella storia. neanche per sogno: io nego QUESTO complotto, perché l’ho studiato a fondo e ho trovato elementi sufficienti per sostenere la mia tesi. tutto qui.

          la saluto
          Federico Ferrero

          Risposta
          • 10 Ottobre 2016 in 4:49
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            Non è importante chi ha sparato o quale arma, in mano a chi. E’ un particolare irrilevante ai fini di un complotto.
            Possibile che sia stato solo Oswald.
            E se non succedeva niente in seguito si poteva dire che era solo opera sua (sebbene molti dicono, verosimilmente, che per farlo doveva essere un cecchino formidabile).
            Ma nel migliore dei casi la sua mano fu armata da qualcuno che poi cancellò tutte le tracce ed i testimoni.
            O piu probabilmente qualcun altro sparò col suo fucile da quella finestra. O con un fucile migliore. Tanto i bossoli sono scomparsi, oppure
            potevano rimpiazzarli modificando la scena del crimine, spargere bossoli gia sparati, usare un fucile con lo stesso tipo di munizioni di quello di Oswald.
            Questa è veramente la parte piu banale, e quindi sono irrilevanti le questioni di balistica.
            Il complotto è tutto quello che si realizza prima per indurre, ad esempio, Oswald a trovarsi nel momento giusto, al posto giusto (ci lavorava), con
            al seguito un fucile. Magari con l’inganno, magari ricattato, chi sa…
            Magari ad un certo punto qualcuno gli ha detto “Vai a prenderti un panino…”.
            Come in quel film con Jeff Bridges, nel quale lui, credendo di sventare un attentato, inconsapevolmente ne diventa l’esecutore materiale,
            perchè ha una bomba nell’auto. Magari Oswald sparò al poliziotto perchè aveva capito di essere stato “messo in mezzo” e tentava la fuga.
            Un vero killer avrebbe pianificato una fuga! Un vero attentatore avrebbe forse rivendicato i motivi politici del suo gesto, consapevole prima di attuarlo
            delle conseguenze a cui sarebbe andato incontro e quindi spudoratamente lo avrebbe rivendicato. Uno o scappa o rivendica.
            Invece è come se Oswald fosse stato colto di sorpresa. E la storia che lascia la fede e gli ultimi risparmi alla moglie, quella credo sia una invenzione,
            o comunque un gesto che poteva fare chiunque altro al suo posto. Dopotutto Sirhan fu drogato. Decisero di non complicarsi troppo la vita con piani elaborati al secondo atto,
            e si affidarono alle droghe. Sirhan urlava e dovettero trattenerlo, perchè in stato di shock, drogato. Nessuno dubita che Sirhan sia l’attentatore
            (a parte la storia, plausibile, del finto agente alle spalle di Kennedy R.). Era li ed ha sparato.
            E allora perchè Sirhan non ha mai rivendicato l’omicidio o almeno di essere stato cosciente e consapevole? Lo hanno lasciato vivere perchè non ricorda.
            Oswald invece non era un matto. E parlava troppo.
            Il complotto inoltre è tutto quello che si realizza dopo, per depistare, eliminare testimoni o addirittura montare ad arte tesi complottistiche per
            creare confusione ed infine incredulità proprio verso un possibile complotto, tanto che ci si rassegna alla verità piu ovvia.
            Ed anche questo s’è visto.
            Oltretutto in modo maldestro, perchè se Jack Ruby fosse stato ucciso immediatamente dalla polizia, in difesa di Oswald od Oswald stesso ucciso immediamente nel corso di un
            finto conflitto a fuoco, nessuno avrebbe mai gridato al complotto. Ma si può organizzare un assassinio facendo trovare tutti al posto giusto, nel momento giusto,
            tuttavia non si può corrompere ogni singolo agente perchè agisca come fa comodo alla congiura.
            Non è un caso giudiziario comune che bisogna “vedere chi ha sparato” o le prove balistiche.
            Ma anche nel caso di Sirhan, dove tutti sanno che ha sparato effettivamente lui, si dubita sia un complotto.
            Pure perchè la gente non è scema, non gli puoi dire che tutte e due le volte è successo uguale.
            Robert Kennedy, come prima Oswald, fu portato incontro al suo killer con le stesse identichè modalità.
            Persone che non dovevano stare lì. In un ambiente chiuso, senza via di scampo. Qualcuno avrà pensato “R. Kennedy ammazziamolo
            come facemmo con Oswald, così nessuno avrà dubbi su chi ha sparato, in quanti e da dove…”.
            Il killer di John Lennon era, quello si, un pazzo solitario.
            I pazzi si immolano per la loro causa, finiscono in galera o sulla sedia elettrica, soddisfatti del loro gesto. Oppure organizzano la fuga.
            Non si fanno catturare sembrando di scendere dalle nuvole tutte e due le volte.
            Un fanatico qualsiasi poteva assassinare un presidente qualsiasi. Non precisamente i due Kennedy.
            E’ un complotto perchè tutte queste cose di cui si parla oggi erano gia emerse all’epoca.
            La gente era molto meno smaliziata di oggi. Ma gia i titoli dei giornali gridavano al complotto.
            E non era un’epoca in cui c’erano tanti scrittori o giornalisti desiderosi di vendere storie.

          • 10 Ottobre 2016 in 10:27
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            spiacente, Flavio,
            ma con questo suo commento-fiume lei non fa che rinsaldare la mia convinzione: a lei non interessano i fatti, a lei interessa che i fatti (o presunti tali) si adattino alla sua (e sottolineo: sua) visione del mondo, della storia, della politica, degli eventi che l’hanno caratterizzata.
            e quando i fatti non collimano con le sue opinioni, per lei “non è importante chi ha sparato”: quando invece lo è, perché studiando il caso si arriva alla conclusione, al di là di ogni ragionevole dubbio, che dietro Lee Oswald, o sopra, o di fianco, o dove vuole lei, non c’era proprio nessuno. Non c’era il governo, non c’era la mafia, non c’era la Cia, non c’era l’Fbi, non c’erano i servizi deviati, i militari, i petrolieri, i cubani, i russi e neppure marziani o venusiani.

            oltretutto, lei non si prende neanche la briga di approfondire le suggestioni che butta lì, come “Oswald sistemato a lavorare in quel palazzo per trovarsi al posto giusto nel momento giusto”. se lei fosse informato, saprebbe che a) Oswald fu assunto quando ancora la visita a Dallas era una idea tutta da sviluppare b) il percorso prevedeva vagamente un ingresso nella Stemmons Freeway, e solo qualche gonzo come Jim Garrison si inventò il “cambiamento del percorso per far finire Kennedy sotto la mira di Oswald”.

            ma ripeto: a lei non interessa documentarsi. a lei interessa dire (a se stesso) di essere più furbo del popolino, perché ha capito come funzionano le trame oscure del potere.
            e a me sta bene così, davvero.

            FF

          • 10 Ottobre 2016 in 6:33
            Permalink

            Non si possono editare i commenti? Comunque sotto intendo che è assurdo che Oswald spara un presidente che gli passa sotto a dove lavora, lascia prove in giro e poi nega tutto e cerca di sottrarsi. E’ proprio come dice lei: “…cospirazione. che, confezionata così, sarebbe stata la più illogica, raffazzonata, inutile, strampalata e insensata della storia umana”. Però ha funzionato! Molti non dubitano, e chi dubita…cosa può fare?

            Pure tormentarci col terrorismo per 15 anni dopo l’11 settembre, provocando una crisi economica mondiale, solo per andarsi a prendere con la forza il petrolio di iraq, siria etc…è sembrato illogico.  Ma pure tutte quelle energie sprecate negli anni della guerra fredda contro un nemico inesistente. O le energie che sprechiamo oggi in cui i mass media alimentano conflitti religiosi e sociali, creando nuovi mostri. Perchè se ne parla solo adesso? Ieri non esistevano i mussulmani? E’ strano…

            Apparentemente illogiche ma, in realtà, è la propaganda del potere. Nel caso Kennedy bastava una presunta spia sovietica, un mafioso, e qualche altro personaggio. Una vicenda piccola rispetto ai grandi piani globali di oggi. Ma la logica è la stessa e pure la mano.

            E poi lo stesso Robert Kennedy pare che sospettasse di un complotto. Ma neppure lui poteva sapere con certezza e certamente non poteva parlare. Se fosse diventato presidente però avrebbero subito capito tutti chi era stato, perchè avrebbe fatto a pezzi CIA, Fed e lobby varie. Altro che Oswald!!

             

          • 11 Ottobre 2016 in 8:05
            Permalink

            In risposta al suo intervento del 10 ottobre 2016 at 10:27.

            Cita tra virgolette una frase non mia. Non ho mai detto che Oswald fu messo a lavorare lì in virtu’ del complotto o almeno non intendevo questo. Anzi, che ci lavorasse da prima, magari dimostra che quel tizio se ne stava per i fatti suoi e fu qualcuno dello staff del presidente a cambiare il programma della visita (guardacaso…).

            In quanto alla affermazione, quella si mia, che “non importa chi ha sparato” intendo dire che le tutta la scienza balistica da sola non basta a dimostrare un bel niente quando c’è l’ombra di un complotto orchestrato dai servizi segreti, come facilmente intuibile. Risultati di autopsie, striature sui proiettili, impronte del percussore sui bossoli, arma del delitto, impronte sull’arma, sono tutte cose non verificabili da nessuno e facilmente manipolabili da, nientedimeno, che i servizi segreti.  E’ l’evidenza che conta, che hanno ottenuto esattamente quello che volevano, per ben 2 volte.

            Comunque è la mia risposta conclusiva questa. E’ vero, il mio è un preconcetto. Ma come ho detto, non è un caso di omicidio comune. E in virtu’ dei tanti complotti di stato e segreti che sono accaduti nella storia (soprattutto quella italiana)…sapere che 1 oswald qualsiasi possa attentare alla vita di un presidente non ci cambia niente. Ma sapere fino a che punto possono arrivare certi poteri che poi decidono della vita nostra…è importante invece esserne consapevoli. In ogni caso il suo lavoro è apprezzabile. Anche perchè molto controcorrente. Voleva essere un contributo alla libera discussione…nel massimo rispetto della sua indagine accurata.

            Buon Lavoro!

        • 18 Maggio 2017 in 17:22
          Permalink

          Finalmente! Flavio sono d’accordo con te al 100%!!! abbiamo visto tristemente in questi ultimi tempi che non c’è tanto da pensare a male quando la verità scontata è così palesemente davanti ai nostri occhi. E ai potenti di turno è rimasto solo darci dei POPULISTI, eh già, perché chi dice la verità fa PAURA!

          Risposta
          • 18 Maggio 2017 in 19:02
            Permalink

            lei mi ha scoperto, caro Rossi.
            abbiamo paura.
            purtroppo lei è arrivato e ci ha smascherato, indicando La Verità.

            mi ritiro, scornato e ammutolito.

          • 19 Maggio 2017 in 8:54
            Permalink

            Mi spiace sig. Ferrero che la prende così io sono solo un appassionato della verità. E’ una questione di punti di vista, ma non si può ridicolizzare chiunque non la pensa come Lei. Peccato perché lo scambio di opinioni anche se forte è una bella cosa, “elevarsi” a depositari assoluti della verità anche se con tutti i diritti, sembra invece un po’ presuntuoso. Comunque purtroppo mai nessuno potrà sapere come realmente si sono svolti i fatti, spero almeno di poter dire questo senza che Lei si risenta.

          • 19 Maggio 2017 in 9:43
            Permalink

            certo che si può, in certi casi.
            lei viene qui, annuncia di essere un iscritto al partito della Verità, e senza dimostrare alcuna conoscenza del caso criminale in oggetto spara una serie di frasi a casaccio buone un po’ per tutte le stagioni (i poteri forti, le manomissioni, il populismo eccetera) e pretende di essere preso in considerazione da chi si è fatto un… cuore così studiando per 25 anni decine di migliaia di documenti, filmati, affidavit eccetera eccetera?

            io non mi risento assolutamente, ci mancherebbe. lei è libero di pensare ciò che vuole. purtroppo per lei, anche io sono libero di farlo e, su questo argomento, posso serenamente dire che lei non ne sa nulla o quasi, eppure si permette di giudicare senza conoscere i fatti. che sono lì e sono in massima parte chiarissimi, non chiari, almeno per chi si prende la briga di studiarli.

            stia bene
            FF

          • 20 Maggio 2017 in 16:50
            Permalink

            Da come risponde sembra che i Kennedy le abbiano affidato i copyright su tutta la faccenda.
            Stia bene anche Lei.

  • 29 Febbraio 2016 in 16:40
    Permalink

    Comunque vorrei aggiungere che questo caso si può girare e rigirare ,ma la verità su chi veramente sia stato , il perchè, nessuno può essere in grado di dirlo . Sono state fatte tante indagini ufficiali e non, tutte hanno dimostrato tutto e il contrario di ti tutto ; tutti sanno cos’è la CIA ma in realtà nessuno sa cosa può realmente fare,e probabilmente nessuno di chi ha investigato e cerca la verità è in grado di scoprirlo , secondo mè non si può escludere nulla, e credo che non si possa neanche escludere che si possa organizzare un dellitto di un presidente o semplicemente coprire i colpevoli per ragioni a noi ignote, quindi i dubbi con tutta la buona volontà è difficile eliminarli, forse solo il tempo dirà qualcosa in più , una cosa che mi sento di dire è che le coincidenze concentrate su questo singolo caso sono tante, ma non si può escludere neanche che siano solo conincidenze .

    Risposta
    • 29 Febbraio 2016 in 16:52
      Permalink

      salve Renzo,
      in realtà gli elementi a disposizione sul caso Kennedy sono più che sufficiente per escludere radicalmente qualunque sorta di cospirazione. che, confezionata così, sarebbe stata la più illogica, raffazzonata, inutile, strampalata e insensata della storia umana.

      Risposta
      • 16 Marzo 2016 in 14:41
        Permalink

        Come elementi a disposizione cosa intende quelli presenti nel Rapporto Warren? Io non mi baso sul Film di Oliver Stone perchè è un punto di vista se vogliamo romanzato, ma leggendo il rapporto Warren lei è in grado di dire che gli enti governativi americani non abbiano influito in alcun modo sull’esito finale dell’inchiesta? C’è un intervista dello stesso presidente Lindon Jhonson qualche hanno più tardi l’assasinio,realizzata non ricordo più da quale ente televisivo americano dove anche l’ex presidente non esclude la possibilità dell’esistenza di un complotto internazionale, attenzione io non sto dicendo che oswald non c’entri nulla ma sto mettendo in dubbio che il governo americano non nasconda nulla. Se vuole è anche facile intuirne i motivi del perchè la verità non è tutta nel rapporto Warren.

        Risposta
      • 23 Aprile 2016 in 22:36
        Permalink

        Non credo proprio. I dubbi sono ancora molti. Diversi passaggi della vita di Oswald sono ancora un mistero, come quelli a New Orleans. Sei tu che dici che è tutto già scoperto e chiaro. Questo sito è assolutamente inutile, perchè tu non sei imparziale. Come i complottisti che vedono ciecamente l’omicidio nel complotto, tu vedi ciecamente l’omicidio come lo credi tu. Sei solo un ipocrita. Sono tantissimi gli studiosi, chi si è occuapto del caso, gli storici e i politci che dicono che non si è ancora giunti alla soluzione del caso. Non dicono che sia stato Oswald da solo o un complotto, dicono che ci sono molti misteri ancora da svelare e di cui non sappiamo con certezza cosa è realmente accaduto. Ma tanto parlere con te è tutto intuli, ti potrebbe dire il presidente degli USA che la verità non la si sa ancora (ed è un dato di fatto) che tu te ne usciresti con le tue frasi retoriche.

        Risposta
        • 24 Aprile 2016 in 19:21
          Permalink

          caro Giovanni,
          ipocrita lo vada a dire a qualcun altro. non mi dia del tu perché non so chi sia, né ho piacere di saperlo. tuttavia, faccia più attenzione al linguaggio: vede, sarebbe piacevole per me, ma forse meno per lei procedere a identificarla al fine di vincere un’altra querela per diffamazione aggravata, con annessa causa civile per ristoro dei danni.

          per sua conoscenza, da ex complottista ho studiato per anni il caso, cosa che lei ovviamente mostra di non aver fatto. sicché, prima di parlare e insultare a casaccio, mostri di avere rispetto per le persone e per il loro lavoro. dopodiché, se vorrà, torni qui e, invece di (lei sì) buttare lì due frasette retoriche che non significano nulla (“sono tantissimi gli studiosi”, “gli storici e i politici che dicono che non si è giunti alla soluzione del caso” – perché, lei se Brunetta o Gasparri dicono che Kennedy è stato ucciso dalla mafia che fa, ci crede?) provi a dirmi in quali passaggi questo sito racconta cose false.
          la aspetto, faccia con calma.

          Risposta
  • 29 Febbraio 2016 in 16:20
    Permalink

    Tra le morti dubbie metterei anche quella del fratello Bob anche lui ucciso da un pazzo solitario?

    Risposta
      • 16 Marzo 2016 in 14:26
        Permalink

        Si certo fu ucciso da un solitario , anche per mè no era pazzo in quanto all’invasato ho dei dubbi

        Risposta
  • 8 Ottobre 2015 in 17:06
    Permalink

    In molte frasi della colonna “realtà storica”(definizione di per se ridondante) si leggono frasi del tipo: non c’era motivo di ucciderlo, non era collegato al caso jfk, etc etc… la realtà storica la fanno le prove, piuttosto che l’assenza delle stesse. In definitiva mi sembra di leggere un sito che usa gli stessi meccanismi comunicativi dei complottisti che tanto disprezza…

    Risposta
    • 9 Ottobre 2015 in 22:59
      Permalink

      non è così.
      innanzitutto la locuzione non è ridondante perché indica una verità storica, cioè non accertata giuridicamente ma con altri metodi (testimonianze dirette, fonti giornalistiche, verifiche alla fonte).

      dopodiché, in alcuni casi l’indagine non ha portato a legare il defunto al caso Kennedy. e ci mancherebbe ancora: secondo lei bisognerebbe ragionare invertendo l’onere della prova, cioè ogni morto incluso arbitrariamente da Marrs dovrebbe essere considerato sospetto salvo prova contraria? è Marrs ad aver incluso gente che non c’entrava nulla né direttamente né indirettamente col caso Kennedy, o che era morta anni e anni dopo i fatti, o che era morta di cause naturali.

      Risposta
      • 10 Ottobre 2015 in 15:06
        Permalink

        Considero ridondante parlare di realtà storica in questa circostanza, o meglio parlare di realtà storica affermando in alcune circostanze quella che potrebbe meglio definirsi “assenza di informazioni sufficienti”. Detto questo voglio sottolineare che non sono partitario della veridicità della lista Marrs, ma non escludo ciecamente che qualcosa di vero ci possa essere in essa e in altre teorie del complotto,e che non mi è sufficiente leggere “non aveva nessun legame con jfk” per accettarlo come dato di fatto. Non è il mio desiderio di realtà piu intriganti a farmi essere dubbioso sulla versione ufficiale. Quello che non mi ha mai convinto di tutta la questione è la celerità con cui diedero un nome al colpevole. Che, ricordiamolo, non ebbe nemmeno il tempo di smentire le accuse. La ringrazio per avermi risposto, e sperando che continui nel suo lavoro di divulgazione continuerò a leggerla senz’altro. Con spirito critico, questo si. Cordiali saluti

        Risposta
        • 29 Maggio 2017 in 15:17
          Permalink

          Già, la celerità dell’arresto di Oswald. Colpo di fortuna? Oswald preso dal panico che commette errori (Tippit, il giubbotto, il negozio di scarpe, il Texas Theatre)? Nemmeno per sogno. Arresto subitaneo uguale complotto. Se fosse stato arrestato con notevole ritardo, Lei sarebbe stato fra quelli che avrebbe scritto oggi: “Perché Oswald non fu arrestato subito? La polizia e l’FBI volevano lasciargli il tempo di arrivare alla frontiera messicana? Come mai tanto ritardo nell’arresto? C’era forse un complotto per farlo sparire?”

          Risposta
  • Pingback:Quelle strane morti intorno a Kennedy | Misteri e Controinformazione – Newsbella

  • 8 Gennaio 2014 in 9:34
    Permalink

    Tanto per citarne una c’è la morte avvenuta in maniera molto misteriosa della famosa giornalista Dorothy kilgallen !!! …….Fu la prima giornalista a scrivere nel luglio del 1959 che la Cia e la mafia stavano organizzando un attentato nei confronti di Fidel Castro, per quell’articolo j.edgar hoover la fece pedinare e tenere sotto controllo ritenendola pericolosa…..Fu la prima giornalista a scrivere della relazione tra Marilyn Monroe e Jfk, fu la prima a criticare le amicizie mafiose di frank sinatra e per questo i loro rapporti si interruppero! Era famosa per essere una donna di classe e di buon gusto nel vestire ed era apprezzata nei talk show per il suo linguaggio mai sopra le righe…….Intervisto’ Jack Ruby in carcere e fu l’unica a farlo e quando fini’l’intervista dichiarò a dei suoi confidenti che aveva uno scoop riguardante la morte del presidente kennedy….Non ebbe il tempo putroppo di rivelarlo fu trovata morta in casa in cause a dir poco misteriose , infatti si parlo’ di ingerimento di barbeturici…..A questo punto mi vien da fare un amara riflessione…….

    Risposta
    • 8 Luglio 2014 in 17:44
      Permalink

      Mi spiace. Quello che Lei scrive (preso dal sito Famous Crimes-Spartacus Educational) non è assolutamente vero. Legga i Collegamenti Esterni di Wikipedia su Dorothy Killgallen.

      Risposta
  • 6 Gennaio 2014 in 17:40
    Permalink

    Caro Federico ……non sono convinto che nell’arco di 10 15 anni possano morire 44 testimoni mi sembra veramente assurdo ….pensare che siano morti casuali e tutti questi arresti cardiaci????? Non ci sono prove ma credo che la cia sia molto brava in questo…….bisognerebbe chiedere al signor Allen Dulles

    Risposta
    • 23 Aprile 2015 in 13:58
      Permalink

      Questa CIA è così incredibilmente potente che per cinquanta e più anni tiene ancora sotto chiave i documenti o le prove che porterebbero alla presunta verità e NESSUNO parla, fa nomi precisi, luoghi, date e qualcosa che non possa essere smentito. Viene da chiedersi -fermo restando che in questi cinquanta anni il personale della CIA è cambiato e parecchio- com’è che riescono ancora così bene a tenere nascosto tutto e nel frattempo a 1)Permettere che un presidente finisca in uno scandalo di intercettazioni dei rivali politici che ne causa la caduta 2)Permettere che in IRAN salga al potere una teocrazia che confisca tutti gli interessi americani 3)Permettere che un pazzoide invaghito di un’attrice su cui vuole fare colpo si avvicini al loro presidente più amato (quello dei poteri ultraconservatori) di nome Reagan e piazzargli una pallottola nel corpo andando ad un passo dall’ucciderlo 4)Permettere che un casino come IRAN CONTRAS (un bel banchetto per tutti) venga alla luce e diversi elementi dell’esercito e dei servizi stessi vengano processati 5)Permettere che un altro presidente impegnato a farsi fare cose sconce da una stagista venga da questa sbeffeggiato e pubblicamente debba chiedere scusa 6)Portare un rapporto in cui dichiarano che l’Iraq non ha armi di distruzione di massa e permettere che lo staff presidenziale alteri (malamente, peraltro) quel rapporto in modo che risulti il contrario, vicenda peraltro finita davanti ad una commissione senatoriale 7)Una volta fatta la frittata, poi, non preoccuparsi di mettere veramente qualche deposito di armi chimiche nel deserto iracheno per poi mandare le forze speciali “casualmente” là e far loro dire “visto? c’erano veramente”… A scavare meglio, poi chissà quante cose questi della CIA si sono fatti scappare… Penso che nel corso di questi cinquanta anni magari Kennedy e la sua morte sia passato parecchio in secondo piano. Almeno, se evitavano di concentrarsi su quella vicenda, potevano controllare meglio gli altri casini che si sono fatti sfuggire… chissà, magari non sono così geniali e invincibili come chi guarda troppi film pensa.

      Risposta
  • 25 Novembre 2013 in 11:34
    Permalink

    cmq il testimone sopra citato morto in un incidente poteva essere un testimone scomodo per la commissione warren nella riapertura del caso da parte del procuratore garrison, o forse no.
    Secondo me le uniche risposte che potremmo sapere nel caso jfk inerente l’omicidio, è quando ci diranno chi era veramente Lee.

    Risposta
    • 25 Novembre 2013 in 12:19
      Permalink

      Lee Bowers non poteva in alcun modo essere un testimone scomodo. se desidera legga qui, verso il fondo della pagina (http://www.johnkennedy.it/?p=183), cosa disse, a chi lo disse e quanto, quando e come morì. si convincerà che non ci fu nulla di “sospetto”.

      Risposta
  • 24 Novembre 2013 in 18:36
    Permalink

    caro Marcello: Marrs mette, nella sua ridicola lista, gente morta 20 o 30 anni dopo i fatti, gente morta anche anziana. mi pare ovvio ci siano parecchi infarti (anche perché spesso, quando si muore per cause naturali, il medico scrive “arresto cardiaco” per significare ciò che magari è stato altro, e ha portato all’arresto)

    Risposta
    • 25 Novembre 2013 in 11:00
      Permalink

      bhe il tempo passa e la gente magari decide dopo anni che è giunta l’ora di scaricarsi la coscienza ……..questo vale per chi ce l’ha ovviamente.
      Io ho trovato analogie, e ripeto sono solo mie, su di un caso che è successo recentemente in italia, che è passato un pò inosservato(tempistica e modalità)

      Risposta
  • 23 Novembre 2013 in 18:06
    Permalink

    Lee Bowers Jr disse anche di aver visto un lampo……..magari non era niente

    Risposta
  • 23 Novembre 2013 in 18:04
    Permalink

    ammazza quanti attacchi cardiaci

    Risposta
    • 12 Giugno 2015 in 3:21
      Permalink

      e perchè gli incidenti stradali no? Tutti spericolati questi testimoni…ora, non vorrei sembrare irriverente. Molti di questi personaggi saranno morti di cause naturali e va bene. Ma offendere l’intelligenza della gente facendo passare tutte queste morti per normali decessi avvenuti in circostanze del tutto usuali mi pare RIDICOLO.

      Risposta
      • 12 Giugno 2015 in 10:50
        Permalink

        salve Paolo,
        mi dica lei, allora, quali (veri o presunti) tra questi testimoni sarebbero da considerare vittime di decessi sospetti.

        saluti
        FF

        Risposta
        • 12 Giugno 2015 in 12:15
          Permalink

          potrei semplicemente girarle la stessa domanda: mi dica con quali assolute certezze Lei esclude che molte di queste morti (tralasciando ovviamente quelle palesemente naturali o avvenute a distanza di vent’anni) siano normali eventi della vita. A parte che considerare normali decessi: “colpo di pistola alla testa”, “colpito per errore da un poliziotto”, “colpo al collo”, “colpo di karate”, “suicidio”, “investita da un veicolo” è quantomeno bizzarro….ma anche volendo considerare per un attimo che questa moria sia diversamente spiegabile e non riconducibile all’affaire Kennedy, le fonti su cui dovremmo basare la nostra convinzione quali sarebbero? Inchieste locali? Indagini di polizia? FBI? Suvvia….Io almeno non ho la presunzione di dire che la verità assoluta è nelle mie tasche, ma mi pongo delle domande e mi restano grandi dubbi. Tutta questa sicurezza nell’escludere ipotesi diverse dall’omicidio commesso dal singolo fuori di testa Oswald mi sembra francamente esagerata. Specie se il suo fondamento sta nelle carte di organi ufficiali o governativi.
          Saluti

          Risposta
          • 14 Giugno 2015 in 17:05
            Permalink

            vede Paolo X,
            lei forse confonde la colonna di Jim Marrs con quella della verità storica. i “colpi di karate” sono attribuiti, come causa di morte, da quel cazzaro patentato di Marrs, non da chi ha seriamente cercato di indagare sul conto delle presunti morti sospette.

            io non ho verità in tasca. ma mi dica, se li trova, quali testimoni avessero VERAMENTE qualcosa di serio e interessante da dire sulla sparatoria e sul complotto e su cui gravino SERIAMENTE sospetti di morte da omicidio mascherato da suicidio. per anni li ho pesati, uno a uno, e sono giunto a questa conclusione: l’unica morte sospetta, se proprio la si vuol considerare tale, è quella di Lee Oswald. le altre no.

            ma poi, studiando vita e azioni di Jack Ruby (http://www.johnkennedy.it/?p=717) si capisce che, anche il quel caso, di misterioso non ci fu nulla. se non nei meandri della mente di qualche individuo.

            saluti
            FF

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