Il movente di Oswald: 53 anni per scoprire che…

restonMerita una attenta lettura un articolo uscito, nel novembre 2016, sul Los Angeles Times. Nel testo, scritto da James Reston, si svela un particolare quasi sempre ignorato in un punto debole della versione ufficiale sull’assassinio, vale a dire il movente di Lee Harvey Oswald. Ebbene, Reston ricorda che un agente dei Servizi segreti, Mike Howard, andò a casa di Oswald (la stanzetta che affittava a Oak Cliff dalla signora Roberts) e perquisì il locale. Trovò una agenda telefonica dalla copertina verde, la consultò e, a pagina 17, trovò la seguente dicitura: “Ucciderò James Hosty, Ed Walker, il vicepresidente Nixon“. Ma in cima alla lista c’era un quarto nome, che non era JFK ma John Connally, il governatore del Texas.

Perché Connally? Perché Oswald, quando decise di lasciare la Russia e di tornare negli States, scoprì che il suo congedo dai marines era stato declassato, in sua assenza, da “normale” a “con disonore”. La Marina aveva preso quel provvedimento perché aveva saputo della fuga di Oswald in Russia; Oswald scrisse al comandante del dipartimento della Marina chiedendo la cortesia di rivedere quel provvedimento, che lo penalizzava moltissimo nelle domande di lavoro. La richiesta fu respinta, e gli pervenì in carta bollata dell’ufficio di Connally, che si stava candidando al governo del Texas e, in quella stessa busta, aveva accluso la sua candidatura elettorale.

Howard consegnò la prova all’FBI, che la girò alla commissione Warren. Che, tuttavia, incredibilmente se la lasciò sfuggire, o decise di non considerarla. Ciò, nonostante il fatto che la vedova di Oswald avesse chiaramente detto che l’obiettivo del marito non era Kennedy ma Connally, e che Oswald non nutriva odio nei confronti di JFK, anzi: lo riteneva meritevole di stima per aver tentato di distendere i rapporti tra gli USA e la Russia.

Il problema è che l’agenda è ancora disponibile agli Archivi Nazionali ma, guarda caso, quella pagina è stata stracciata. L’agente Howard indica due possibili spiegazioni: o il capo dell’FBI, Hoover, decise di farla sparire perché dichiarava il suo odio verso un agente del Bureau (Hosty) e si sarebbe scoperto che l’agente non era stato troppo gentile con Oswald e sua moglie oppure Lyndon Johnson, amico fraterno di Connally, avrebbe deciso di insabbiare la questione per evitare di “incolpare”, seppur indirettamente, il governatore per la morte del presidente.

17 pensieri riguardo “Il movente di Oswald: 53 anni per scoprire che…

  • 8 Gennaio 2018 in 19:21
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    mauro
    13 gennaio 2017 in 12:19
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    Buongiorno dott. Verdegiglio , volevo solo aggiungere che anche il governatore Connaly , presente quella mattina sull’ auto presidenziale e coinvolto nell’ attentato , sin dal primo momento ha dichiarato di non essere stato colpito dallo stesso proiettile che feri’ il Presidente Kennedy ….
    SIGNOR MAURO, MI ACCORGO SOLO ORA CHE NON AVEVO RISPOSTO A QUESTO SUO POST. HO GIA’ SPIEGATO CHE CONNALLY, SECONDO I FOTOGRAMMI DEL FILM DI ZAPRUDER, REAGI’ TRE QUARTI DI SECONDO DOPO IL PRESIDENTE (PROVI A CONTARE TRE QUARTI DI SECONDO…) PUR ESSENDO STATO COLPITO DAL MEDESIMO PROIETTILE. CONNALLY UDI’ CERTAMENTE IL PRIMO COLPO (QUELLO ANDATO A VUOTO) MA NON IL SECONDO CHE LO FERI’ E CHE AVEVA GIA’ TRAPASSATO IL COLLO DI JFK. ESSENDO UN PROIETTILE SUPERSONICO, L’IMPATTO GIUNSE PRIMA DEL SUONO E PROVOCO’ UNO SHOCK CON CONSEGUENTE MOMENTANEA DIMINUZIONE DELL’UDITO, UNA CASISTICA BEN PRESENTE NELLA BALISTICA TERMINALE. CONNALLY UDI’ INVECE MOLTO BENE IL COLPO ALLA TESTA DI KENNEDY, IL TERZO. ECCO SPIEGATO PERCHE’ RIMASE CONVINTO CHE LE SUE FERITE FOSSERO STATE PROVOCATE DA UN PROIETTILE DIVERSO DA QUELLO CHE TRAPASSO’ LA GOLA DI JFK. PER QUANTO RIGUARDA LE CONCLUSIONI PREFABBRICATE DI WARREN, LEI DIMENTICA CHE ALTRE TRE COMMISSIONI PUBBLICHE E UNA PRIVATA GIUNSERO FINO AL 1986 ALLE MEDESIME CONCLUSIONI. CERTO CHE SO COSA VUOL DIRE “THEY” IN INGLESE: DALLAS, IL LUOGO DOVE “HANNO” UCCISO JOHN KENNEDY. UN NORMALE MODO DI DIRE. LO DISSE ANCHE CONNALLY MENTRE VENIVA FERITO (“OH MIO DIO! “VOGLIONO” UCCIDERCI TUTTI!”) PUR NON SAPENDO ASSOLUTAMENTE QUANTE PERSONE GLI STESSERO SPARANDO ADDOSSO, SE UNA O PIU’ DI UNA. LA STESSA JACKIE DURANTE LA CORSA ALL’OSPEDALE GRIDAVA: “JACK! COSA TI “HANNO” FATTO!”. E’ UN MODO COLLOQUIALE DI ESPRIMERSI CHE E’ NORMALE ANCHE NELLA NOSTRA LINGUA.

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  • 6 Febbraio 2017 in 6:45
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    Buongiorno, c’è uno speciale trasmesso su SKY credo si chiama JFK capitolo finale, in cui viene analizzato il primo sparo che non è presente nel film di Zapruder e secondo un testimone il primo sparo è avvenuto appena l’auto presidenziale svolta in eml street e addirittura si presume che la pallottola ha colpito un semaforo e sia finita vicino al viadotto dove è stato ferito J.Teague. Se cosi fosse ci sono testimoni vuol dire che Oswald non ha sparato il primo colpo alle spalle del presidente ma quasi di lato quindi la supposizione che lui si sia accucciato per paura di essere visto dagli agenti della sicurezza salta perchè l’avrebbero potuto vedere in molti visto gli agenti e le macchine che seguivano l’auto presidenziale. Non c’è mai stato niente di certo in tutta questa storia.

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  • 13 Gennaio 2017 in 12:19
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    Buongiorno dott. Verdegiglio , volevo solo aggiungere che anche il governatore Connaly , presente quella mattina sull’ auto presidenziale e coinvolto nell’ attentato , sin dal primo momento ha dichiarato di non essere stato colpito dallo stesso proiettile che feri’ il Presidente Kennedy . Nel corso degli anni non ha mai cambiato la sua versione dei fatti e , personalmente mi rifiuto di credere alla spiegazione che una persona colpita da un proiettile alla schiena si accorga solo piu tardi della situazione a cui e’ sottoposta . Non sono un medico ma una volta , sul lavoro , causa una pistola pneumatica difettosa abbinata ad una mia imprudenza , mi sono sparato un chiodo in una mano che ne e’ stata trapassata da parte a parte pur senza interessare le ossa e , le assicuro , me ne sono accorto all’ istante , semmai , col passare del tempo e’ aumentato progressivamente il dolore . Questo e’ solo un esempio che non prova nulla riguardo un eventuale complotto , lo so benissimo , ma ciò non toglie che chi viene colpito da un corpo estraneo se ne accorga eccome in tempo reale . Lei obbiettera’ che illustri medici sostengono il contrario , la verita’ e’ che le conclusioni della commissione Warren sono state stabilite al momento della sua creazione , dal giudice Warren in persona , intimorito dal fatto che una conclusione diversa avrebbe potuto avere conseguenze gravissime a livello internazionale . Poi ognuno la pensa come meglio crede e , convengo sul fatto che Oswald , che sicuramente ha sparato , non volesse mirare alla testa di Connally ma a quella del Presidente . Per quanto riguarda le prove di un eventuale complotto scordiamoci che ne possano saltar fuori , se c’ erano sono scomparse 53 anni fa , ma ciò non toglie che Dallas divenne , e ‘ , e restera’ the Palace where they killed JFK , e tutti conosciamo il significato del termine inglese they . Cordiali saluti . Mauro .

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  • 11 Gennaio 2017 in 15:46
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    La storia di Mike Howard e dell’agendina di Oswald è semplicemente pazzesca. Oswald sarebbe stato tranquillamente in grado di mirare al cranio di Connally, se avesse voluto uccidere davvero solo lui. Reston è stato il biografo di Connally, e questa storia gli farà vendere certamente molte copie in più del suo nuovo libro. Che Oswald fosse risentito con Connally è da sempre noto e ciò fu oggetto di altri precedenti volumi su questo tema.

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  • 11 Gennaio 2017 in 15:10
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    Signor Mauro, mi scusi. Quali erano i punti sui quali Shaffer basava il suo scetticismo? Io in rete non li ho trovati, e la casualità assoluta (ripeto: casualità assoluta) per cui Kennedy e Oswald s’incrociarono quel giorno in Elm Street dimostra l’impossibilità di un complotto preorganizzato. Mi stupisce molto che Lei citi solo Shaffer come dissidente e non la stragrande maggioranza dei membri della Commissione favorevoli a quella conclusione. Nello stesso modo (e ci guadagnò molti soldi) il medico legale Cyril Wecht dissentì dalle conclusioni della Commissione HSCA del 1979 di cui faceva parte. Ovviamente, crede che la stampa si sia occupata di lui o di tutti gli altri membri che convalidarono Oswald come unico assassino?

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    • 12 Gennaio 2017 in 19:05
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      Buongiorno dott. Verdegiglio , Shaffer e’ stato solo uno dei tanti che a dissentito riguardo le conclusioni della commissione Warren , forse l’ unico della commissione ma non delle istituzioni , come ho gia’ scritto in un precedente commento anche Lyndon Johnson espresse il suo scetticismo , recentemente anche John Carry e nel 2013 Robert Kennedy jr. proprio a Dallas rivelo’ che suo padre Bob sebbene sostenesse in pubblico le conclusioni ufficiali , in realta’ la pensava in modo opposto . Non credo proprio che Robert Kennedy jr. abbia rilasciato queste dichiarazioni a scopo di lucro o per vendere libri . Comunque , al di la di questo , e’ innegabile che quella ” casualita’ ” per la quale Oswald e JFK si sono incrociati a Dallas a fatto comodo a molti e , se realmente Oswald era un tiratore cosi’ abile e veloce che bisogno ci sarebbe stato di altri cecchini ? Non ci sono prove , ok , neanche contro Al Capone ne hanno mai trovate ma questo significa che non e’ mai stato un gangster ma solo un evasore fiscale perseguitato dall FBI ? Cordiali saluti . Mauro .

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  • 20 Dicembre 2016 in 23:00
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    Buongiorno Dott. Ferrero , avrei ancora una domanda da rivolgerle . Mi riferisco alle molteplici interviste rivolte ai medici del Parkland Hospital di Dallas . Tutti , alla domanda sulla collocazione della ferita alla testa del Presidente indicano un grosso buco nella parte posteriore del capo , portandosi la mano esattamente sul retro della testa , mentre dalle foto dell’ autopsia la vasta ferita appare sul lato destro ed il retro e’ intatto , tranne per il foro d’ ingresso del proiettile . Come e’ possibile ? Secondo lei e’ plausibile che circa una ventina di medici ed infermieri siano incorsi in massa in un errore cosi grossolano ? Io non sono laureato in medicina ma se vedessi da vicino e per un tempo abbastanza lungo una ferita di tale portata difficilmente sbaglierei ad indicarla a chi me lo chiedesse . Questo e’ innegabilmente uno dei tanti misteri del caso Kennedy , lei cosa ne pensa al riguardo ? Saluti . Mauro.

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  • 7 Dicembre 2016 in 11:24
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    Buongiorno Dott. Ferrero , sara’ per la mia naturale diffidenza verso coloro che sono convinti di avere tutte le verità’ in tasca che qualcosa non mi quadra in parecchie sue risposte date a molti che hanno commentato i suoi articoli ( io non ho mai avuto l’ onore della sua considerazione ) .So che lei ha studiato profondamente il caso Kennedy e , per quanto anch’ io abbia letto molto a riguardo, cercando di rimanere obbiettivo il più’ possibile , non immagino neanche lontanamente di paragonare la mia conoscenza alla sua , tuttavia , mi pare eccessiva la sua sicurezza riguardo le conclusioni della commissione Warren . Senza entrare nel merito specifico dei vari argomenti perennemente in discussione non e’ forse vero che per esempio anche il presidente Johnson espresse i suoi dubbi riguardo le conclusioni finali della commissione da lui stesso istituita , cosi’ come il procuratore dipartimentale della giustizia Charles N. Shaffer , che di quel team fece parte ? Anche il segretario di stato uscente John Kerry in tempi recenti dichiaro’ di non essere sicuro del verdetto finale della CW , pur non entrando nel merito dei particolari . Non credo che questi personaggi siano tipi da chiacchiere da osteria , ingenui , disinformati , idioti , ciarlatani o quanto altro e , sicuramente possono disporre di più’ informazioni di quante ne ho io e , forse anche più’ di quante possa averne lei . Inoltre , non le risulta che l’ ex direttoreCIA Richard Helms testimonio’ nel 1979 sotto giuramento che Clay Shaw collaboro’ con l’ agenzia dal 1948 al 1956 ? E’ falso che un altro direttore CIA , John MC. Cone rilascio’ delle dichiarazioni incomplete alla commissione Warren allo scopo di non intaccare la ” miglior verità’ ” sulla vicenda ? So che prove oggettive di complotti inerenti l’ assassinio non ne esistono , almeno ad oggi , ma non l’ ha mai sfiorata il dubbio che la CIA , non essendo un gruppo di boy scouts ne di ” giovani marmotte” abbia avuto la possibilità’ di tenerle nascoste , lontano da occhi indiscreti o peggio le abbia distrutte ? E ‘ chiaro che lei dissentira’ da ciò’ che ho appena espresso ribadendo l’ assenza di prove oggettive , balistiche documentali ecc. ma allora , mi viene in mente il caso Al Capone , nessuno riusci’ a provare la sua implicazione nella mafia americana ,neanche l’ onnipotente FBI , venne infatti processato e condannato per reati fiscali ; questo significa che non era un gangstern ma soltanto uno sfortunato evasore beccato con le mani nel sacco ? Cordiali saluti . Mauro.

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    • 8 Dicembre 2016 in 10:55
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      no, caro Mauro, non la penso così.
      o meglio: sono sicuro che qualche personaggio, magari convinto dell’esistenza di qualcosa di torbido nell’attentato, abbia cercato di togliere tutti gli ostacoli che rallentavano o macchiavano la tesi dell’assassinio solitario. e sì, che Connally e altri protagonisti avessero dei dubbi è vero: ma lo ritengo il miglior indizio sul fatto che la cospirazione è davvero una contorsione cervellotica di chi vuole vedere le cose dove non ci sono. perché allora non si capisce: se un membro dell’establishment ha dei dubbi, gli si crede. se non ne ha, mente. e chi lo decide, lei? io?

      e poi: che diavolo di cospirazione è quella in cui ciascuno dice quello che gli pare, Connally, il medico del Parkland Hospital, e poi infermieri, reporter, chiunque: come copertura deve aver funzionato poco, se ancor prima che il rapporto Warren venisse pubblicato c’erano già decine di critici, opinionisti, uomini delle istituzioni e commentatori che davano per certo il complotto.

      prove oggettive del complotto non ce ne sono per la semplice ragione che il complotto non ci fu: basta analizzare il film di Zapruder e il materiale autoptico per raggiungere la certezza sul numero e la provenienza dei colpi che uccisero il presidente Kennedy e ferirono il governatore: tre, e sparati da dietro. altri attentatori armati, quel giorno, o non c’erano o se ne stettero lì a guardare (e nessuno li vide mai).

      saluti
      FF

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      • 8 Dicembre 2016 in 14:22
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        Buongiorno Dott. Ferrero , non ho ben capito la sua prima risposta , personaggi convinti del torbido che tolgono ostacoli alla tesi del cecchino solitario ? Non dovrebbe essere il contrario ? I dubbi espressi riguardo le conclusioni della CW vennero
        da un presidente USA , un componente della commissione stessa e dall’ attuale segretario di stato americano , e’ per questo che destano scalpore , considerato che come componenti delle istituzioni dovrebbero essere difensori della commissione incaricata ed averne piena fiducia . Poi e’ chiaro che ne lei ne io abbiamo titolo per stabilire il giusto od il falso , e’ per questo che nel mio precedente intervento sottolineai la mia diffidenza verso chi pensa di avere tutte le verità’ in tasca . Sul fatto che tutti coloro che in qualche modo hanno vissuto in prima persona quella giornata esprimano la propria testimonianza mi pare ovvio e legittimo , specialmente per Connaly che , comunque si becco’ una fucilata nella schiena . Asserire che complotto non ci fu in modo categorico mi sembra azzardato , ad oggi non ci sono prove oggettive di altri tiratori ma , che bisogno ce ne sarebbe stato se veramente Oswald era cosi abile e veloce con il suo Cardano ? Lei stesso scrive : altri tiratori non c’ erano o se ne stettero a guardare . Aggiungo io : che bisogno c’ era di loro ? In sostanza voglio dire che non ritengo strettamente necessario l’ utilizzo di più tiratori per pensare ad un complotto , ne basta uno solo ma buono . Ad ottobre 2017 dovrebbero venire desecretati gli ultimi documenti relativi al caso chissà’ che non se ne possa capire qualcosa in più , quali sarebbero pero’ le sue impressioni nel caso in cui ci fosse un ulteriore rimando od addirittura un veto presidenziale ? Ringraziandola per la risposta al mio precedente commento saluto . Mauro

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  • 2 Dicembre 2016 in 22:47
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    Secondo me è’ una teoria che lascia un po’ perplessi, il movente potrebbe essere anche giusto, ma perché aspettare che l’auto svoltasse sulla Elm Street quando sulla Houston il bersaglio era proprio di fronte mentre una volta svoltato a sinistra sarebbe stato coperto dal presidente e poi perché attendere l’occasione in qui ci sarebbe stato il concretissimo rischio di colpire il presidente appunto o sua moglie in una piazza piena di persone, poliziotti, agenti macchine fotografiche e telecamere? Se non altro l’ipotesi conferma che i cosiddetti complotti alla fine non sono così difficili da combinare, purtroppo.

    Risposta
    • 8 Dicembre 2016 in 10:48
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      caro Michele,
      la domanda che lei fa è una di quelle che mi sono sentito fare più spesso in questi vent’anni: perché Oswald sparò solo dopo la svolta in Elm Street? è la stessa domanda che Oliver Stone mette in bocca a Garrison nel suo “JFK – un caso ancora aperto”.

      come potrà ben capire, qui non esistono certezze. come si fa a entrare nella testa di un uomo? però ci sono degli elementi che vanno considerati. per esempio: pensi a Oswald che si affaccia col fucile verso Houston Street appena vede arrivare il corteo. lei dice: perché non sparò in quella circostanza? beh, a me viene da pensare che Oswald (il quale, si ricordi, a differenza nostra non ha “visto” la scena migliaia di volte, non sapeva molto di quello che stava per vedere e aveva pochi secondi per decidere e agire) si sia accucciato scorgendo gli agenti della sicurezza “in vista”, che potevano individuarlo guardando in su.
      secondo me, è questa la spiegazione più plausibile. Oswald si affaccia, vede, si accuccia, aspetta che l’auto giri in Elm Street e che tutti gli diano le spalle, al che si riaffaccia, punta e inizia a sparare. non le sembra tutto molto logico?

      Risposta
      • 8 Dicembre 2016 in 19:16
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        Buonasera dott. Ferrero grazie per la risposta, in effetti sembra giusto anzi giustissimo prendere in considerazione la componente emotiva, cosa sia balenato nella testa dell’autore del delitto non si saprà mai, probabilmente nella circostanza una sorta di ora o mai più. Aspettiamo comunque fiduciosi il 2017 ovviamente per tanti altri buoni motivi, ma per l’argomento speriamo che ci giunga qualcosa di nuovo dalla desecretazione di alcuni importanti documenti inerenti i fatti di Dallas dagli archivi di stato.

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  • 1 Dicembre 2016 in 18:32
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    Buongiorno Dott. Ferrero , quindi se prendiamo per buona la spiegazione dell’ agente Howard risulta che l’ FBI o addirittura il presidente Johnson sono intervenuti ad insabbiare una prova . Come non pensare allora che la stessa cosa sia potuta accadere riguardo altre prove , magari anche più’ importanti ? Personalmente non credo a tutte le bufale inerenti il caso Kennedy ma mi pare evidente che le conclusioni della commissione Warren siano assolutamente insufficienti e deficitarie . Solo la completa desecretazione dei documenti ad ottobre 2017 potrà’ forse dare qualche spiegazione in piu’ , salvo veto presidenziale ( che se pero’ venisse posto decreterebbe allora la conferma alla tesi complottista ). Ho già scritto più volte sul sito ma non ho mai ricevuto risposta ai commenti rilasciati , rimanendo in attesa della sua opinione cordialmente saluto . Mauro.

    Risposta
  • 30 Novembre 2016 in 20:36
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    Quanto riportato in questo articolo prova il grado di affidabilità’ della commissione Warren che riesce a trascurare un particolare cosi’ rilevante . Purtroppo non e’ l’ unico , molti testimoni oculari non furono nemmeno sentiti , specialmente se le loro testimonianze erano in senso contrario alle conclusioni finali a cui la commissione giunse , tanto e’ vero che non molto tempo fa , persino l’ ex procuratore del dipartimento della giustizia Charles N. Shaffer Jr , che fece parte dello staff della commissione Warren , dichiaro’ pubblicamente il proprio scetticismo sulle conclusioni a cui erano arrivati .

    Risposta
    • 8 Dicembre 2016 in 10:43
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      le faccio una domanda, Mauro: lei ha mai preso in considerazione l’idea di leggerlo, il rapporto Warren?
      le assicuro che sì, le potranno restare delle perplessità. ma con altrettanta certezza le posso dire che risponderà alla maggioranza assoluta delle sue domande, dei suoi dubbi e dei suoi rilievi.

      Risposta
      • 8 Dicembre 2016 in 12:21
        Permalink

        Certo che l’ ho letto , altrimenti non potrei esserne scettico . Saluti

        Risposta

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